Le popolazioni di Hyrule: Sheikah

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Le popolazioni di Hyrule: Sheikah

Della stessa serie: Zora e Rito | Goron | Stirpe dell’Ombra | Sheikah | Gerudo | Cronologia |

In molti giochi abbiamo incontrato un unico rappresentante del popolo Sheikah: Impa, la fedele servitrice della Principessa Zelda. In alcuni giochi, come i due per NES e negli Oracle, non viene indicato se le Impa di queste epoche appartengano a una razza diversa da Link e Zelda; il primo titolo a specificare ciò è Ocarina of Time. Esaminiamo, dunque, quelle poche informazioni che abbiamo riguardo a questo popolo.

Fisicamente gli Sheikah sono molto simili agli Hylia in quanto esseri antropomorfi e con le orecchie a punta ma si distinguono per due caratteristiche fisiche peculiari: gli occhi con le iridi rosse e i capelli bianchi. Sappiamo che hanno abitato il Villaggio Calbarico e che sono dei fedeli servitori della Dea Hylia e delle sue incarnazioni mortali nel corpo di colei che per tradizione è chiamata “Zelda”.

In Ocarina of Time, prima che la Principessa Zelda e Impa fuggano a cavallo dal castello inseguite da Ganondorf, se si rivolge la parola al professor Shikashi egli parlerà degli Sheikah definendoli «popolo dell’Ombra» poiché sono «le ombre degli Hylia». Fermiamoci un momento a riflettere su questa frase che, all’interno del gioco, è possibile ascoltare soltanto una volta… perché noi conosciamo un popolo che abita nell’Ombra, in ciò che è letteralmente l’ombra di Hyrule: la Stirpe dell’Ombra, i Twili, che abita nel Regno del Crepuscolo, non illuminato dalla Luce né dalla benedizione delle divinità. «Coloro che sono caduti nel mondo del crepuscolo» sono definiti da Midna stessa «ombre di Hyrule».

Potrebbero gli Sheikah, fedeli servitori della Famiglia Reale, essere quella popolazione che anticamente tentò di impossessarsi della Triforza e che fu perciò esiliata dalle Dee nel Regno del Crepuscolo? Dopotutto, oltre diecimila anni dopo Ocarina of Time, una fazione di Sheikah tradirà Hyrule e diverrà la banda degli Yiga.

Proviamo ad analizzare le informazioni che abbiamo.

Questo evento è avvenuto dopo che gli abitanti di Oltrenuvola hanno fatto ritorno sulla Superficie e prima della fondazione del Regno di Hyrule, per cui in un periodo compreso tra il termine degli eventi di Skyward Sword e gli eventi visti in Minish Cap. Nei videogiochi ambientati in queste epoche remote gli Sheikah non sono presenti, a parte la Impa di Skyward Sword e in questo titolo scopriamo cose interessanti riguardanti il di lei popolo tramite l’esplorazione degli edifici e delle miniere nei territori di Ranel: per esempio, scopriamo che gli Sheikah erano tecnologicamente molto avanzati fin quasi subito dopo l’Era della Creazione; essi disponevano di tecnologia che rimarrà sconosciuta a qualsiasi altro popolo di Hyrule praticamente per sempre – nemmeno gli Hylia riusciranno mai a raggiungere il livello di sviluppo tecnologico degli Sheikah. Si può dunque affermare che fossero gli Sheikah, e non gli Hylia, il popolo più sviluppato, e perciò dominante, del territorio.

Di quest’epoca ancestrale è interessante notare un secondo dettaglio: stranamente, secondo la narrazione, soltanto cinque tribù hanno affiancato la Dea Hylia durante l’antica guerra contro i demoni: i robot, i Paraduzi, i Kyuri, i Mogma e i Goron. Si potrebbe replicare che gli Sheikah non abbiano combattuto in quella guerra perché sono stati mandati nel cielo ma così non è – nel cielo sono stati inviàti soltanto gli Hylia –, quindi dov’erano i cosiddetti “servitori della Dea” durante la guerra da lei combattuta? Nonostante le fonti a nostra disposizione non facciano menzione del popolo Sheikah durante quei tragici eventi all’inizio dei tempi, è impensabile che esso non abbia valorosamente combattuto al servizio della Dea Hylia – eppure, nessun reperto a nostra disposizione può dimostrare la loro partecipazione al fianco della Dea durante l’antica guerra, e in Skyward Sword la loro civiltà sembra essere stata sommersa dalle sabbie del tempo.

Può darsi che gli Sheikah abbiano abbandonato la loro terra alla comparsa dei demoni e che vi abbiano fatto ritorno solamente dopo la definitiva eliminazione del Re Demone Mortipher, fino ad allora imprigionato presso il Santuario dell’Esilio – ma ancora vivo e che, quindi, avrebbe potuto liberarsi, come in effetti in Skyward Sword, avviene ripetutamente. Scomparsa la più grave minaccia che fino ad allora si era abbattuta sulla terra, gli Sheikah potrebbero avere deciso di fare ritorno nella loro terra ma l’avrebbero trovata occupata dagli Hylia tornati sulla Superficie, i quali avrebbero potuto spadroneggiare su chiunque, forti del potere della Triforza.

Immaginatevi (per assurdo, eh) che nel mondo reale esista un Paese senza scrupoli il quale avesse a disposizione l’arma più potente mai creata e che fosse talmente criminale da decidere arbitrariamente che qualsiasi altro Popolo non debba mai più avere la libertà di autodeterminarsi e di essere indipendente dal volere di questa superpotenza. Ecco che tale Paese (fittizio, ovviamente) adopererebbe quell’arma come minaccia preventiva, per impedire a qualsiasi altro Popolo di opporsi alla sua tirannia.

Si tratta di fantapolitica, ovviamente, non può esistere una simile canaglia, ma serviva per spiegare quel che potrebbe essersi verificato nella terra di Hylia in quel periodo.

Siccome la Storia la scrivono i vincitori, e la “Hyrule Historia” è una narrazione di Hyrule dal punto di vista degli Hylia, ecco che gli Sheikah oriundi diventano una tribù di stregoni cattivi giunti per invadere il Sacro Regno di Hyrule.

Un collegamento tra gli Sheikah e la Stirpe dell’Ombra si ritrova nelle simbologie di entrambi i popoli: è innegabile la somiglianza tra le decorazioni Sheikah presenti su queste rocce blu e le decorazioni luminose nel Regno del Crepuscolo. Inoltre, al di sopra del trono dell’Ombra è presente un occhio con una lacrima.

Che gli Sheikah in passato siano stati un popolo di reietti, lo rivela anche Sheik nel manga Ocarina of Time di Akira Himekawa. Mentre esplorano il Deserto Gerudo, Link domanda a Sheik se quell’occhio rappresentato sull’abito di quest’ultimo sia un simbolo Sheikah. Il giovane gli risponde che in origine era soltanto un occhio ma che quando la Famiglia Reale tradì gli Sheikah, essi vi aggiunsero una lacrima.

E allora, andiamo a cercare nei vari media di Zelda se esistano degli occhi privi della lacrima. La ricerca parte da A Link to the Past nel quale il mago Agahnim indossa una tunica su cui è raffigurato un occhio molto simile all’occhio Sheikah, privo della lacrima ma con tre triangoli posti sia sopra sia sotto l’occhio.

L’identità e il passato di Agahnim sono avvolti nel mistero, per cui non è possibile stabilire se egli sia uno Sheikah o appartenga a un’altra razza. La somiglianza con l’occhio Sheikah è, però, innegabile.

Forse, gli sviluppatori del gioco avevano pensato di associare il simbolo dell’occhio a una tribù misteriosa e dotata di poteri magici; quando poi hanno sviluppato Ocarina of Time collocandolo cronologicamente prima di A Link to the Past, hanno riutilizzato quel simbolo rielaborandolo e associandolo all’altrettanto misteriosa tribù Sheikah. A Link to the Past, collocandosi dopo Ocarina of Time, mostrerebbe un occhio che non piange più perché alla tribù non importa più di essere stata bistrattata dalla Famiglia Reale – Agahnim in A Link to the Past sarebbe, dunque, stato accolto a palazzo, come Ganondorf in Ocarina of Time: perché aveva ingannato il re di Hyrule con la volontà di riconciliare la propria tribù con il Regno di Hyrule.

Non dimentichiamo che A Link to the Past si svolge nella linea temporale dell’Era dell’Eroe sconfitto, in cui Ganon ha sconfitto Link e si è impossessato dell’intera Triforza. In quest’epoca, anche gli Zora sono diventati nemici di Hyrule; quindi, perché anche gli Sheikah non dovrebbero avere tradito la loro fedeltà al governo centrale allo stesso modo in cui sappiamo faranno diecimila anni dopo gli Yiga?

Nella medesima linea temporale è possibile trovare altri indizi riguardo al tradimento degli Sheikah e alla loro alleanza con Ganondorf? La risposta è affermativa e l’altro indizio si trova in Oracle of Ages: mentre Onox è marchiato soltanto col simbolo Gerudo, Veran presenta oltre esso anche un simbolo di un occhio – certo, diverso da quello degli Sheikah ma con un dettaglio assente nell’occhio di Agahnim: l’occhio di Veran ha la lacrima; di più: proprio come il simbolo degli Yiga, la lacrima è posta sopra l’occhio.

Veran, inoltre, presenta anche una caratteristica fisica propria degli Sheikah: ha le iridi degli occhi rosse. Agahnim, invece, l’ha grigia – tenete a mente questo particolare.

Ma la possibilità dell’evoluzione dell’occhio Sheikah presenta un’incongruenza temporale: se la lacrima sotto l’occhio fosse un’aggiunta successiva “all’invasione” di cui ho parlato pocanzi, il simbolo Sheikah in Skyward Sword non avrebbe dovuto essere così come lo abbiamo sempre veduto, poiché le vicende antecedenti a Skyward Sword sono avvenute prima di qualsiasi altro evento noto nella storia di Hyrule. Un altro manga di Akira Himekawa, ci mostra uno spiraglio sulla vita degli Hylia prima dell’invasione dei demoni: gli Hylia erano una civiltà organizzata, con tanto di castello e quindi, verosimilmente, con una famiglia reale. Significa, quindi, che il tradimento di cui parla Sheik non deve essere considerato l’invasione dell’Ombra ma un accadimento ben più antico? Vuol dire che già nell’Era della Creazione, i tecnologicamente avanzati Sheikah erano al servizio di un’antica famiglia reale di un’antica Hyrule; e che gli Sheikah, dopo il tradimento da parte della famiglia reale dell’epoca nei loro confronti, abbiano comunque continuato a risiedere nelle terre di Ranel modificando il loro simbolo?

Questo spiegherebbe la loro assenza nella guerra contro i demoni: covando loro astio verso gli Hylia che li avevano rinnegati, non avevano motivo di aiutarli.

Ora, nel Santuario dell’Esilio in Skyward Sword è presente un portone sigillato dalla magia su cui è presente l’occhio Sheikah circondato da una catena. Ma questa magia non serve a difendere il mondo nel caso in cui il Recluso si liberasse bensì a proteggere qualcosa che si trova all’interno del Santuario, e l’unica cosa che si trova all’interno del Santuario dell’Esilio è la Porta del Tempo. Gli Sheikah hanno blindato quel Santuario per impedire a chiunque di utilizzare la Porta del Tempo la quale, dunque, potrebbe non essere stata creata dalla Dea del Tempo accennata in Majora’s Mask ma un prodotto della tecnologia Sheikah.

Continuando ad analizzare questo gioco, in Skyward Sword esistono due versioni dell’Occhio Sheikah. La prima che si incontra è la più conosciuta ed è incisa sulla Pietra del pettegolezzo a Oltrenuvola. La seconda variante, probabilmente più antica, è raffigurata sulle pietre che consentono di riportare l’area intorno a esse indietro nel tempo. Se confrontiamo le due versioni, notiamo immediatamente che il disegno della versione che possiamo definire “arcaica” è più squadrata rispetto alle linee morbide della versione che ben conosciamo. Un’altra differenza è che la versione “arcaica” presenta sotto l’occhio tre lacrime anziché una e sopra esso si trova una decorazione al posto dei tre usuali triangoli. Iniziamo ad analizzare i segni posti sotto l’occhio i quali, sì, nella versione “moderna” sono diventati una lacrima ma che nella versione “arcaica” avevano un significato totalmente differente: essi sono la rappresentazione della tecnologia stessa, una sorta di circuiti elettrici. Dall’occhio centrale (che qui non è più che una pietra romboidale) l’energia si diffonde agli elementi intorno a essa. Tale simbologia è resa molto più chiaramente nel simbolo Sheikah di Breath of the Wild in cui l’occhio Sheikah “moderno” è circondato da ciò che è chiaramente un circuito elettrico – o più precisamente un circuito di quell’energia sconosciuta utilizzata dagli Sheikah. Il centro romboidale si ritrova in un oggetto di un altro videogioco, precisamente nella Lente della Verità di Ocarina of Time. Certo, questa forma romboidale potrebbe essere dovuta alla bassa quantità di poligoni del gioco… ma il vetro della lente non è creato con i poligoni ma con un pattern e quindi avrebbero potuto disegnarlo circolare ma così non è stato fatto.

Difficile trovare una spiegazione per ciò che è rappresentato al di sopra di questo occhio “arcaico”. Se l’occhio non è un occhio ma una macchina, sopra essa potrebbe esserci il soffitto della fabbrica in cui essa è contenuta. Infatti, quel segno è separato dall’occhio come lo è il soffitto dai macchinari; soffitto che potrebbe ricordare il tetto delle case del Villaggio Calbarico di Breath of the Wild. Oppure, tenendo viva la tesi degli Sheikah-Stirpe dell’Ombra, quei “riccioli” somigliano alle punte della corona indossata dai sovrani di quel popolo. E forse è casuale ma le iridi di Midna sono rosse; certo ha rossi anche i capelli ma tale incongruenza la vedremo dopo.

Occorre domandarsi anche perché sia stata modificata la decorazione posta sopra a tale simbolo, forse banalmente siccome il simbolo aveva assunto la forma di un occhio vi hanno aggiunto tre segni che ricordano le ciglia? Oppure lo hanno fatto affinché quei tre segni ricordassero i tre triangoli della Triforza? In questo caso, si possono suggerire due ipotesi antitetiche: la prima: gli Sheikah sono servitori delle divinità e la Triforza è il simbolo del potere divino, per cui hanno aggiunto i tre triangoli in segno di devozione; la seconda ipotesi è l’opposto della prima: gli Sheikah avrebbero inserito i tre triangoli nel loro simbolo perché avrebbero voluto conquistare per sé la Triforza. Se così fosse, vorrebbe dire che l’occhio di Agahnim circondato da sei triangoli vuol rappresentare il tentativo di impossessarsi sia della Triforza di Hyrule sia della Triforza di Lorule? Chissà…

Continuando a parlare dell’occhio, la sua forma compare in altri contesti più o meno slegati dagli Sheikah.

In Wind Waker l’occhio Sheikah compare in due luoghi: sulla vetrata dedicata a Impa nella stanza della Spada Suprema all’interno del Castello di Hyrule sommerso e su uno scudo nella nave all’interno della Fortezza Demoniaca – se i pirati che abitavano quest’isola fossero Sheikah non lo sappiamo e all’interno del gioco non vi è nessun altro riferimento a loro.

In Twilight Princess l’occhio si può trovare scolpito sulle Pietre del vento, le quali potremmo considerarle la versione di quest’epoca delle Pietre del Pettegolezzo da Ocarina of Time. Inoltre, all’interno del Borgo risiede una donna, Divina l’indovina (Madame Fanadi), che potrebbe essere una Sheikah – sia perché possiede gli occhi rossi, sia (soprattutto) perché sulla fronte ha disegnato l’occhio Sheikah; trattandosi di un’indovina, è chiaro che ella possa vedere oltre il visibile. Come con la Lente della Verità è possibile vedere gli oggetti normalmente invisibili agli occhi, così costei è in grado di scorgere ciò che non è possibile osservare direttamente: il futuro.

Vi è un altro antagonista che utilizza il simbolo dell’occhio, ed è Vaati il quale condivide caratteristiche fisiche simili agli Sheikah: gli occhi rossi e i capelli bianchi.

Vaati è un personaggio interessante da analizzare perché, di fatto, è una sorta di divinità. Egli, infatti, in origine era un Minish, un popolo di esseri minuscoli che in tempi ancestrali fece dono a un eroe valoroso della Spada Minish. Non si conosce l’identità di questo eroe né quando tale vicenda si sia verificata (forse potrebbe essere l’eroe presente nel manga di Akira Himekawa nel quale è narrata l’antica guerra antecedente a Skyward Sword, alla quale potrebbero avere partecipato anche i Minish donando all’eroe questa spada – dato che la Spada Suprema non esisteva ancora ed era impugnata dalla Dea) ma è chiaro che i Minish sono un popolo molto antico. Tuttavia, i Minish non sembrano possedere una propria simbologia distintiva – nessun Minish, a eccezione di Vaati. Forse per il suo tentativo di somigliare agli esseri umani, Vaati ha adottato come proprio simbolo un occhio, come si può vedere in questa illustrazione di una vetrata nel Castello di Hyrule sotto il dominio di Vaati ma, soprattutto, com’è possibile vedere inciso nel Santuario della Quadrispada.

Questo occhio di Vaati condivide alcune caratteristiche con gli occhi Sheikah già incontrati, come i riccioli intorno all’occhio, i quali sono riccioli di vento, ma soprattutto i riccioli agli angoli a destra e a sinistra dell’occhio ricordano sia la parte superiore del simbolo Sheikah “arcaico” da Skyward Sword sia le punte della corona di Midna. Tuttavia, non si sa se Vaati conoscesse gli Sheikah né se abbia mai avuto contatti con essi; potrebbe avergliene parlato il suo maestro, Egeyo; ma nei giochi in cui compare la Quadrispada, gli Sheikah non compaiono mai. Però, in Four Swords Adventures sono presenti delle maghe seguaci di Vaati una delle quali, quella che si trova nel Villaggio Calbarico, è una veggente – proprio come Divina da Twilight Princess la quale, come abbiamo visto, potrebbe essere una Sheikah.

Tuttavia, l’occhio di Vaati presenta anche una notevole differenza: esso non guarda di fronte come l’occhio Sheikah ma è rivolto verso l’alto. Non possiamo che fare delle speculazioni sulla motivazione. Se gli Sheikah sono alla ricerca della verità, e quindi devono osservare attentamente ciò che sta di fronte a loro, Vaati è invece alla ricerca della Forza la quale è un dono delle divinità e dunque proviene dall’alto dei cieli.

Però, in Tri Force Heroes è possibile trovare Armos con un simbolo dell’occhio che non solo ha i tre segni sopra e la lacrima sotto esso ma possiede anche la pupilla rivolta verso l’alto e con la parte superiore dell’occhio non tondeggiante ma dritta, proprio come l’occhio di Vaati che si può vedere qui. Di più, la trasformazione finale di Vaati in Minish Cap presenta un occhio con tre triangoli sopra esso, molto simili ai tre triangoli presenti sopra l’occhio Sheikah.

Voglio ricordarvi l’ipotesi per cui gli Sheikah potrebbero essere la tribù che è diventata la Stirpe dell’Ombra. Guardate Akira Himekawa come rappresenta Vaati: la sua corona ricorda moltissimo la corona di Midna, con le corna e gli occhi.

Non solo: anche sul retro del Cristallo oscuro è presente un occhio.

Vediamo, infine, gli Sheikah in Breath of the Wild e, ovviamente, la loro controparte malvagia: gli Yiga.

A differenza degli altri titoli in cui compare al massimo un solo Sheikah, in Breath of the Wild non solo essi popolano un intero villaggio, Calbarico, ma oltre un centinaio di loro sono monaci mummificati all’interno di altrettanti Sacrari in attesa dell’eroe prescelto.

Anche in questo titolo, gli Sheikah sono descritti come una civiltà tecnologicamente avanzata la quale è servita più volte, in passato, per salvare la terra di Hyrule. Breath of the Wild racconta che diecimila anni prima degli eventi narrati in questo gioco la Calamità Ganon fu sconfitta tramite l’utilizzo congiunto della magia della principessa con il sangue della Dea, della Spada Suprema brandita dall’eroe prescelto e da potenti macchinari distinti in Guardiani e Colossi Sacri costruiti dagli Sheikah.

In seguito alla guerra, in un periodo storico non databile, un sovrano di Hyrule, certo in maniera arbitraria (ma questo fanno i re), ritenne tale tecnologia una minaccia. Dopotutto, provate a immaginarvi di vedere il territorio in cui voi dovreste essere l’indiscussa autorità, pieno di armi che voi non potete controllare e il vostro castello, simbolo stesso del vostro potere, circondato da delle torri nere che, sì, a detta degli Sheikah fungono da strumenti di difesa – ma una pistola uccide indistintamente i “buoni” quanto i “cattivi”. Di conseguenza quell’antico sovrano allontanò gli Sheikah, i quali cominciarono a vivere emarginati una vita normale, senza più compiere ricerche tecnologiche; l’utilizzo di tale tecnologia fu proibito e, anche a causa del più lungo periodo di pace che Hyrule abbia mai vissuto, i Colossi Sacri e i Guardiani furono dimenticati e sepolti dal tempo.

Ciò fino a cento anni prima degli eventi di Breath of the Wild, quando la Principessa Zelda compiendo delle ricerche storiche riscoprì quest’antica vicenda suo padre, il re Roham Bosphoramus, acconsentì a dare inizio agli scavi archeologici che riportarono alla luce i Colossi e i Guardiani. Si può supporre che allora agli Sheikah sia stato di nuovo permesso compiere ricerche tecnologiche al fine di fare funzionare questi macchinari, e infatti nel gioco si incontrano due scienziati: Pruna, sorella maggiore di Impa, e il dottor Rovely.

Tracce della tecnologia Sheikah possono essere rinvenute per tutta Hyrule: a partire dai Sacrari fino alle Torri che consentono di teletrasportarsi rapidamente da un punto a un altro del regno, poi ovviamente i Guardiani e i Colossi Sacri fino al Sacrario della Rinascita che – similmente alla Vasca di rianimazione in Dragon Ball – consente di fare recuperare le forze a un corpo anche se in punto di morte. Senza dimenticare lo strumento con cui è possibile gestire tutta questa tecnologia: la Tavoletta Sheikah.

La presenza dei Guardiani in Breath of the Wild ci fa supporre che anche altri automi presenti nella saga possano essere stati creati dagli Sheikah, come gli Armos, Malgare il Demone dalle Mille Lame il quale, pur non marchiato con l’Occhio Sheikah, non potrebbe essere stato costruito da alcun altro popolo dell’epoca e Godhan, che difende l’accesso al regno sottomarino di Hyrule; ciò significa che forse la Torre degli Spiriti presente in Wind Waker è stata edificata da questo popolo. Sebbene somigliante a Godhan, Ois [Mazaan] non sembra essere stato costruito da loro ma direttamente dal Popolo del Vento.

A seguito di quell’emarginazione da parte del sovrano di Hyrule, alcuni Sheikah hanno smesso di essere fedeli alla Famiglia Reale e si sono stabiliti in un antico santuario Gerudo posto a sud dell’Altopiano Gerudo e a nord del deserto nel quale hanno continuato a covare per secoli il loro astio contro Hyrule, adottando per il proprio clan il nome di “Yiga”. Pur continuando a utilizzare quale loro simbolo l’Occhio Sheikah, gli Yiga hanno deciso di capovolgerlo in segno di rottura con il loro passato di servitori della Dea, in quanto la loro missione è ora di eliminare chiunque si opponga a Ganon, primo tra tutti Link.

Nella Canzone di Urbosa di Kashiwa, infatti si scopre come il clan Yiga fosse intenzionato a far risorgere la Calamità Ganon e a impadronirsi dell’Elmo del Tuono, un prezioso cimelio Gerudo – forse da donare a Ganondorf stesso, che, in quanto uomo, è ipso facto il sovrano legittimo dei Gerudo.

Vi ricordate le caratteristiche fisiche proprie degli Sheikah? In questo lontano futuro, alcune di esse sono venute meno: benché essi abbiano conservato i loro capelli bianchi, come si può vedere tra gli abitanti di Calbarico e i monaci dei Sacrari, solamente a Pruna sono rimasti gli occhi con le iridi rosse mentre tutti gli altri le hanno castane, blu o grigie – come Agahnim. Gli Yiga, invece, non posseggono più nemmeno i capelli bianchi ma li hanno neri.

Concludiamo con una curiosità: qualche tempo prima che Link si svegliasse, gli Yiga inviarono alcune spie nel Villaggio Calbarico ma una di esse – Dorian – si innamorò di una donna Sheikah e con lei ebbe due figlie: Coco e Prisca; quando decise che la sua famiglia fosse più importante del clan, scelse di abbandonarlo per vivere a Calbarico ma ciò fece infuriare gli altri Yiga che, per punire Dorian uccisero sua moglie e lo costrinsero a continuare a fare il doppio gioco: è stato lui, infatti, ad avvisare gli Yiga del risveglio di Link.

Villaggio Calbarico

Fin da Ocarina of Time sappiamo che il villaggio degli Sheikah è Calbarico ma esso ha cambiato notevolmente stile nel corso del tempo. Il Regno di Hyrule ha avuto prevalentemente uno stile architettonico molto simile a quello europeo del periodo medievale e dei secoli successivi e infatti Calbarico in Ocarina of Time presenta edifici in pietra e legno con facciate a capanna.

In Twilight Princess lo stile suo e del Villaggio dimenticato, un villaggio sussidiario di Calbarico, in cui risiedevano gli Sheikah, è completamente diverso ed è ispirato al Far West eppure i due villaggi sono anche diversi. In entrambi i villaggi gli edifici sono disposti ai lati di una strada principale e a Calbarico è presente anche una torretta di avvistamento dalla quale scorgere in lontananza l’avvicinarsi di possibili nemici o altre delegazioni. Ma mentre gli edifici del Villaggio dimenticato sono interamente in legno, gli edifici di Calbarico sono in mattoni con la copertura dei tetti in lamiera e la motivazione è chiara: trovandosi ai piedi di un vulcano non sarebbe stato prudente edificare le abitazioni in legno a causa del rischio di incendi.

Calbarico è edificato in un canyon arido e, per evitare che la polvere, sia la terra sia la cenere vulcanica, sollevata dai venti che corrono lungo l’unica strada del paese possa entrare nelle case, le finestre sono piccoli e semplici quadrati.

La prima volta che si raggiunge Calbarico nel gioco, lo si vede in declino a causa della politica isolazionista adottata dai Goron dopo che il patriarca Dalvos è stato trasformato in un mostro dell’ombra; a causa di ciò, l’economia di Calbarico ne ha risentito perché agli umani non è più concesso di accedere al Monte Morte dal quale erano ricavati i minerali che commerciavano. Ma dopo che i Goron tornano amichevoli nei confronti degli estranei, la gioventù di Calbarico – in realtà proveniente dal Villaggio Tauro a sud – decide di aprire una propria attività commerciale, che in poco tempo decollerà al punto da permettere a Birbo di acquistare un rinomato negozio nella piazza centrale del Borgo di Hyrule.

Di uno stile differente è l’edificio in cui risiede Renaldo, il pastore, lo sciamano, visibilmente ispirato alle tende dei Nativi Americani, per rimanere nel contesto del West, della Frontiera. Le tecniche di costruzione di questo santuario sono differenti rispetto a quelle utilizzate per ogni altro edificio del villaggio: sembra reggersi su travi in legno con una muratura in pietra e terra che il tempo ha qui e là intaccato, internamente ed esternamente alcune parti infatti si sono staccate aprendo ampi squarci.

All’esteno, sopra la porta d’ingresso è dipinto un simbolo che non può essere visto in alcun altro luogo né titolo della saga: sembra una fusione tra lo stemma di Hyrule e i tre triangoli posti sopra l’occhio Sheikah. In tale contesto, l’uccello non è il Solcanubi dello stemma di Hyrule ma è lo Spirito della Luce Oldin, protettore dell’omonima regione, e la cui fonte è situata proprio in questo villaggio.

Lo Spirito della Luce Oldin è raffigurato anche all’interno del santuario in una statua posta al centro della stanza qual simbolo di protezione durante le riunioni. La statua di Oldin è illuminata dall’alto da un’apertura nel soffitto. Intorno a esso sono presenti delle decorazioni dipinte. Le decorazioni intorno al pertugio potrebbero rappresentare il Sole e i suoi raggi, che illuminano l’intera stanza, e intorno a esso degli uccelli in volo stilizzati.

Il Sole è rappresentato in altri due modi nella stanza: lo si può trovare su questa parete riprodotto simile a un occhio-che-tutto-vede circondato da raggi rettangolari

E lo si può trovare in quest’altra particolare raffigurazione, con i suoi raggi legati da un cerchio al cui interno è racchiuso ciò che illumina la regione di Oldin, ossia il suo Spirito della Luce, ricamato stilizzato come sopra la porta d’ingresso, su di un arazzo che ricorda il tabarro indossato dalla principessa Zelda.

In un’area isolata del villaggio è possibile trovare il cimitero. In Ocarina of Time è tenuto ben curato da Danpei, le lapidi sono pulite e i sentieri sono curati affinché l’erba non cresca senza controllo. La tomba più importante e imponente è quella della Famiglia Reale di Hyrule.

Il tempo passa per tutti, lo sapete, e Danpei purtroppo muore e sembra che nessuno abbia più curato il cimitero e in Twilight Princess appare quasi abbandonato. Alcune lapidi sono maldisposte e scheggiate ma su esse è possibile ancora leggere le incisioni che, stranamente, sono nella lingua Hylia di Wind Waker.

Il cimitero di Calbarico cela anche un segreto il quale evidenzia la presenza di un’interconnessione tra popoli diversi. Abbiamo già visto che il villaggio è legato economicamente ai Goron ma esso è legato anche a un altro popolo: gli Zora, e con costoro il legame è di tipo spirituale infatti, in assenza della tomba della Famiglia Reale di Hyrule, nel cimitero di Calbarico in Twilight Princess è presente la tomba della famiglia reale Zora.

Per accedervi occorre superare un passaggio nascosto e una volta raggiunta l’area della tomba reale l’ambiente cambia drasticamente. La terra secca di Calbarico è resa verde dall’acqua limpida di un fiume che dal Villaggio Zora si immetterà più a valle nel Lago Hylia. Nella conca naturale, l’occhio è subito catturato dalla lapide per poi accorgersi che dietro a essa è presente una parete scolpita la quale arricchisce l’ambiente e ci fa notare quanta cura sia stata dedicata a questo luogo.

La lapide è particolarissima e unica. Su essa sono incisi lo Zaffiro degli Zora e altre linee decorative delicate alle quali si contrappone una robusta pinna dorsale intagliata nella parte superiore della pietra. L’umidità dell’ambiente ha causato la nascita del muschio che ha intaccato questa tomba.

Si tratta di un luogo importante per gli Zora per cui adesso lasceremo riposare i loro antenati e andremo avanti di diecimila anni per visitare il Villaggio Calbarico presente in The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

Breath of the Wild

Lo stile di Calbarico in Breath of the Wild è completamente diverso rispetto agli altri titoli e lo notiamo fin da quando entriamo nel villaggio e siamo accolto da una musica tipicamente giapponese, quasi malinconica, che funge da semplice sottofondo senza mai essere troppo invasiva o disturbante.

Calbarico non è più un territorio arido e desolato ma un villaggio incastonato in una valle ai piedi dei monti, verde e ricca di acqua tanto che vicino a esso cresce anche un boschetto ed è nascosta una fonte delle fate.

La statua dell’amata Dea Hylia è situata in un luogo centrale del villaggio: su di un’isoletta circondata dall’acqua, poiché come l’acqua è la fonte della vita così è alle divinità a cui si deve l’esistenza del creato.

Grazie all’acqua, è possibile coltivare e oltre agli alberi di mele crescono anche zucche e carote e si svolgono altre attività come l’allevamento dei Coccò e il commercio. Calbarico è quindi un villaggio che si è ripreso nonostante la devastazione verificatasi ad Hyrule un secolo prima – anzi, non sembra avere subito un’invasione da parte dei Guardiani, probabilmente per via della posizione isolata, più che nascosta, in cui si trova. I guardiani stessi hanno un’ispirazione giapponese: sono infatti ispirati ai vasi del lunghissimo periodo Jomon compreso tra il 10.000 e il 300 a.C.

Passeggiando per il villaggio è impossibile non rimanere affascinati da questo stile architettonico. I tetti degli edifici sono realizzati con la paglia, la quale funge da termoisolante.

Questi ponti in legno sono unici in tutta Hyrule, non è possibile trovarli da altre parti.

Anche qui è presente un cimitero ma completamente diverso rispetto ai due cimiteri che abbiamo visto nei secoli passati in Ocarina of Time e Twilight Princess. Non si tratta di un cimitero di stampo Occidentale nel quale i morti vengono sepolti sotto una lapide; questo cimitero è composto da una serie di grandi rocce e non possiamo non pensare a una religiosità differente di questi Sheikah, a cui noi non siamo abituati ma che permea la vita e la cultura dei giapponesi: lo Shintō, termine che significa “Via degli Dèi”, la quale è una concezione religiosa legata alla natura, secondo la quale la natura è viva e popolata da spiriti, i kami.

Le religioni più antiche, anche quelle che si sono evolute nell’area culturale dal Levante a Occidente, erano legate all’agricoltura e ai cicli naturali che consentivano alla vita di rinascere a ogni primavera – perciò le prime divinità principali erano femminili e gli Sheikah hanno conservato questa loro devozione a una divinità femminile, servendo fedelmente la Dea Hylia – inoltre, le tre divinità creatrici Din, Nayru e Farore, sono tradizionalmente femminili.

Di puro stampo giapponese è la costruzione che funge da varco d’ingresso al villaggio: si tratta di un torii dei quali il Giappone è pieno. I torii sono varchi monumentali che delimitano l’ingresso in un terreno sacro e sono costituiti da due pilastri verticali e uno o più architravi. In Giappone ci sono torii di molteplici forme e dimensioni ma quello di Calbarico è in legno scuro. Il torii è decorato con gli occhi Sheikah rappresentati su dei drappi appesi a esso, inoltre al suo centro è presente una decorazione in metallo. Ma all’interno del villaggio è presente un altro tipo di torii, che abbiamo già incontrato nella Città dei Goron in Ocarina of Time ed è questa variante – gli Shime torii composti anch’essi da due pali verticali ma la trave orizzontale è qui sostituita da una corda definita shimenawa cui sono legate delle decorazioni in legno che potrebbero essere ispirate agli ema, piccole tavolette in legno su cui vengono scritte delle preghiere, oppure semplicemente messe lì come campanelli che suonano quando il vento le fa muovere.

Gli edifici sono stati edificati secondo lo stile shinmei tipico dei santuari Shinto. La struttura tipica dello shinmei-zukuri prevede che l’edificio sia a base rettangolare e sollevato dal livello del suolo da pali conficcati nel terreno e che la struttura sia circondata da una veranda recintata. Il tetto è poi sorretto da due pali autoportanti posto ciascuno alle due estremità dell’edificio i quali sorreggono una sorta di “cresta” dalla quale si divide il tetto, in questo caso ricoperto con la paglia in uno stile definito warabuki. Lo stile Shinmei è tipicamente giapponese poiché si tratta di uno stile precedente all’introduzione del buddhismo in Giappone, avvenuta nel VI secolo d.C.

Sembra come se questo popolo un tempo così tecnologicamente avanzato, sia voluto ritornare alle proprie radici nella loro forma più pura, a un legame fraterno con la Natura.

Pur simile agli altri edifici del villaggio, la casa di Impa presenta anche alcune caratteristiche uniche: ha una pianta a croce greca, è la più riccamente decorata ed è collocata sopra una roccia che sembra quasi un’isola se non fosse collegata da un piccolo filo di roccia al resto del villaggio. A essa si accede salendo una scala in legno scuro. L’imponenza di questo edificio e la sua posizione sopraelevata trasmettono un senso di superiorità e di importanza di tale edificio e di chi lo abita. Sopra, è presente come decorazione un occhio in metallo rivolto verso il villaggio.

Internamente gli edifici condividono tratti comuni, come le travi a vista, pareti bianche, pavimenti e mobili in legno. Nella casa di Impa sono presenti dei tappeti per sedersi a terra durante le riunioni e un altare sul quale Impa rimane seduta, punto focale dell’intera stanza. Ai lati due scale conducono al piano superiore, in una stanza più intima.

La notte di Calbarico è illuminata dalle torce che donano all’ambiente un alone aranciato. Che sia di giorno o di notte, qui è tutto tranquillo come se il tempo si fosse fermato. Sembra quasi che il cataclisma abbattutosi su Hyrule qui non abbia avuto ripercussioni. Ma noi sappiamo che non è vero e il clan degli Yiga è la dimostrazione che anche un pacifico villaggio può essere infestato dal male quando si rinnega la Dea dimenticando che lei è sempre pronta a proteggere i propri figli.

Santuario delle Ombre

Il Santuario che in Ocarina of Time appartiene agli Sheikah è il Santuario dell’Ombra. Come il Santuario del Fuoco è una prigione, così anche il Santuario delle Ombra non è esclusivamente un luogo di culto bensì è un luogo in cui gli Sheikah hanno torturato i nemici di Hyrule. Infatti, al suo interno, è possibile trovare strumenti di tortura come questa croce di sant’Andrea ai cui piedi è ancora presente il sangue delle vittime, e altre simbologie mortuarie: per esempio la nave che traghetta i morti nell’aldilà, o questa statua rotante con le falci – lampante riferimento al tristo mietitore.

Utilizzando la Lente della Verità, la risoluzione di tale Santuario è resa molto più semplice in quanto, senza essa, è impossibile vedere Bongo Bongo che infesta questo luogo.

Strano che un popolo che ricerca la verità adoperi la tortura quale mezzo di coercizione per fare confessare ai prigionieri non la Verità vera ma la verità falsa, quella che gli inquisitori vogliono sentire confessare dai prigionieri.

Yiga

La stanza d’ingresso del Santuario, con una serie di torce poste intorno a un altare circolare può essere ritrovata simile nel santuario Gerudo a nord del deserto e conquistato dagli Yiga i quali li hanno reso sede della loro banda.

Come già detto, gli Yiga sono Sheikah che hanno tradito la fedeltà alla Famiglia Reale di Hyrule e ora tenta di eliminare Link per fare risorgere la Calamità Ganon. Vi sono due categorie di guerrieri: gli scagnozzi, abili nel tiro con l’arco, e i pezzi grossi che utilizzano delle lunge katane a due mani. Gli Yiga conservano le abilità ninja degli Sheikah, infatti sono abili nel travestimento e sono in grado di scomparire e riapparire magicamente.

Il capo della banda è il goffo Koga e, l’ultima curiosità riguardo a tali figure riguarda la loro passione per le bananalame delle quali sono ghiotti al punto da distrarsi durante i combattimenti apposta per mangiarle.

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