Le popolazioni di Hyrule: Gerudo

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Le popolazioni di Hyrule: Gerudo

Della stessa serie: Zora e Rito | Goron | Stirpe dell’Ombra | Sheikah | Gerudo | Cronologia |

Tra le popolazioni che risiedono ad Hyrule, i Gerudo sono una tra le più misteriose nonché la più malvista poiché ha dato i natali a Ganondorf, colui che si è impossessato della Triforza e l’ha utilizzata per dominare Hyrule e ha reso il regno un luogo abitato dai mostri.

Questo popolo è composto esclusivamente da donne guerriere, dettagli che richiamano alla mente le Amazzoni – soprattutto in Ocarina of Time, nel quale esse hanno un campo di allenamento per il tiro con l’arco a cavallo. Secondo la tradizione, nella tribù nasce un maschio una volta ogni cento anni ed egli viene eletto sovrano dei Gerudo. Nel corso della saga di Zelda abbiamo assistito a questo evento due volte: in Ocarina of Time il cui Ganondorf si ripresenta anche in Twilight Princess, A Link to the Past, negli Oracle, A Link Between Worlds, Zelda 1 e in Wind Waker, e successivamente con un nuovo Ganondorf in Four Swords Adventures. Non sappiamo ancora se il Gerudo uomo mostrato nel trailer del seguito di Breath of the Wild sia un ulteriore sovrano Gerudo, un terzo Ganondorf, o uno tra i Ganondorf già conosciuti. Ma non tutte le Gerudo accettano questa legge: per esempio, in Ocarina of Time Naburu si rifiuta di inchinarsi a Ganondorf a causa della di lui malvagità e in Breath of the Wild si dice che non è stato incoronato alcun sovrano maschio per i Gerudo da quando diecimila anni prima è apparsa la Calamità e da allora il trono si tramanda matrilinearmente.

Questo sbilanciamento tra maschi e femmine all’interno della tribù ne permea la vita e i rapporti con l’esterno: i Gerudo rimangono un popolo fiero e orgoglioso della propria indipendenza e impediscono strenuamente l’accesso alla loro cittadella ai maschi di qualsiasi altro popolo; ma sono anche dipendenti da Hyrule non solo per fattori economici e alimentari ma anche riproduttivi: poiché nella tribù nasce un solo maschio ogni cento anni, le Gerudo sono costrette a recarsi ad Hyrule alla ricerca di un partner – e dato ciò si può asserire che non esistono Gerudo di razza pura ma che siano tutti bastardi, con sangue misto di tre razze diverse: Gerudo, Hylia e Umani – ciò nonostante i geni Gerudo sembrano essere dominanti rispetto ai geni Hylia e Umani poiché questo popolo conserva nel tempo le proprie caratteristiche, come il naso aquilino, la pelle scura, i capelli rossi e il sesso femminile; questo dato ci fa supporre che la riproduzione delle Gerudo sia leggermente diversa dalla riproduzione umana e Hylia perché, dato che nell’uomo è il maschio a fornire il cromosoma X o Y che stabilisce se il nascituro sarà rispettivamente femmina o maschio – forse, l’utero delle Gerudo è predisposto per consentire la sopravvivenza soltanto degli spermatozoi con cromosoma X.

L’economia e la ricerca di partner si sono evolute nel tempo, infatti mentre nel periodo di Ocarina of Time le Gerudo rapivano i maschi di Hyrule ed erano ladre di professione, nell’epoca di Breath of the Wild esse non si dedicano più ai furti ma al commercio e la ricerca di nuove opportunità commerciali si sviluppa parallelamente alla ricerca di un partner coniugale.

All’interno della Cittadella sono presenti due scuole: una dedicata all’allenamento fisico, imprescindibile per le guardie, e una scuola nella quale le Gerudo imparano i modi per sedurre i maschi Hylia e Umani. Ma, soprattutto, nella Cittadella Gerudo è possibile trovare molteplici attività commerciali: numerosissime bancarelle e negozi vendono ogni genere di beni e servizi, dagli alimenti ai bar, locande, gioiellerie, negozi di abbigliamento fino alla corsa con le foche. Dopo la caduta del Castello di Hyrule e la distruzione del Borgo è la Cittadella Gerudo a essere diventata il primario polo commerciale di Hyrule.

La presenza delle Gerudo nei giochi ha fin da subito suscitato polemiche: nella prima versione di Ocarina of Time il loro simbolo non era questo [immagine], ispirato al dorso di un cobra, ma quest’altro [immagine] il quale ricorda in maniera abbastanza evidente la mezzaluna e la stella attualmente considerate di tradizione maomettana (nonostante tale simbolo fosse utilizzato nella città di Bisanzio già mille anni prima dell’invenzione dell’Islam, nonché persino dai Sumeri – ma si sa che mentre la verità parla per spiegare le cose, l’ignoranza urla con la pretesa di avere ragione anche quando non l’ha). Del resto, è evidente e innegabile l’ispirazione Mediorientale per i Gerudo: si tratta di una popolazione che risiede nel deserto e con la pelle olivastra, dal colore leggermente più scuro rispetto agli umani e agli Hylia. Inoltre il Colosso Sacro Naboris è ispirato a un cammello, un animale che vive proprio in Medioriente e in Nord Africa.

Ma Nintendo non ha “messo una ‘popolazione mediorientale’ dentro un gioco di Zelda”, piuttosto, affinché i Gerudo apparissero sensati, ha dotato questo popolo creato da zero di una serie di dettagli che noi associamo a reali popolazioni che effettivamente abitano in un deserto: un individuo che abita in quell’area mediorientale non può essere pallido come un Inuit né viceversa. Se Nintendo avesse dato a Ganondorf le sembianze di Nanuk sarebbe venuta meno la sospensione dell’incredulità perché una popolazione pallida nonostante viva sotto al Sole del deserto non ci sarebbe apparsa credibile. Goron, Zora e Kokiri sono credibili perché somigliano rispettivamente a delle rocce, a dei pesci e a dei folletti. Così i Gerudo sono credibili perché sono sensati, nel complesso la loro cultura è logica e verosimile.

Nella Cronologia, prima di Ocarina of Time non si hanno notizie riguardanti i Gerudo, è possibile che siano giunti da un Paese lontano per trasferirsi nel deserto di Hyrule sul finire dell’Era della Forza, quando Hyrule iniziava a diventare un regno sempre più vasto e prospero. Un indizio a sostegno di questa teoria è dato dalla loro lingua diversa e con un alfabeto differente rispetto alla lingua parlata dagli altri popoli di Hyrule: infatti, mentre l’alfabeto utilizzato ad Hyrule può essere traslitterato in giapponese, l’alfabeto Gerudo può essere traslitterato nell’alfabeto latino.

A volte qualcuno ha proposto l’ipotesi che i Gerudo fossero il popolo che anticamente tentò di impossessarsi della Triforza il quale è stato poi esiliato nel Regno del Crepuscolo ed è diventato la Stirpe dell’Ombra. Certo, i Gerudo sono stranieri che provengono dall’esterno di Hyrule, e Ganondorf ha effettivamente tentato di impossessarsi della Triforza – riuscendoci, oltretutto. Inoltre, Midna stessa ha i capelli rossi e i suoi tratti sono mediorientaleggianti.

Si è anche supposto che i Gerudo potrebbero discendere da Bado, il compagno di scuola di Link e Zelda in Skyward Sword siccome è un omone nerboruro e con i capelli rossi come Ganondorf – ma nessuna di queste due teorie può attualmente essere dimostrata.

Sappiamo invece che i Gerudo presero parte alla Guerra Civile e in Ocarina of Time assistiamo al momento in cui, dopo il termine del confitto, il loro sovrano Ganondorf si reca al castello di Hyrule per giurare fedeltà al re di Hyrule. Quello che accade dopo, è storia.

A seguito degli eventi di Ocarina of Time, probabilmente i Gerudo hanno preferito ritirarsi, o sono stati scacciati, dai territori di Hyrule dato che non sono più presenti nell’Era senza un Eroe e nell’Era dell’Eroe sconfitto. Invece, nell’Era dell’Eroe bambino, in un tempo compreso tra il termine degli eventi di Twilight Princess e prima degli eventi di Four Swords Adventure, i Gerudo si sono stabiliti nel Deserto del Dubbio intrattenendo rapporti con Hyrule al fine di riappacificarsi con il Regno. Siccome, invece, nelle altre due linee temporali i Gerudo non esistono, questo può essere un indizio per potere collocare Breath of the Wild in questa linea temporale in quanto i Gerudo in Breath of the Wild sono fedeli alleati con il Regno di Hyrule come lo sono i Goron, gli Zora, i Rito e, ovviamente, gli Sheikah.

A Termina, un gruppo di Gerudo si è dato alla pirateria ponendo la propria base operativa nella Grande Baia.

L’ubicazione del loro villaggio è cambiata nel tempo: mentre in Ocarina of Time esso si trovava relativamente vicino ad Hyrule, appena superato il canyon in modo da potere accedere facilmente all’acqua portata dal Fiume Zora, in Breath of the Wild la cittadella è stata edificata in pieno deserto ma intorno a una sorgente d’acqua.

Così come le civiltà mesopotamiche ed Egizia si sono statalizzate proprio grazie alla presenza dei fiumi Tigri, Eufrate e Nilo così i Gerudo sono riusciti a prosperare stabilendo la loro Cittadella nell’oasi più grande dell’intero deserto. Nella Cittadella, l’acqua sgorga da una fonte posta sopra la sala del trono: siccome chi detiene la maggiore ricchezza diventa la persona più importante di una società, è possibile ritenere che la famiglia che governa i Gerudo sia quella che per prima si è impossessata di quella fonte d’acqua – dato che nel deserto è l’acqua la ricchezza di maggior valore. Tramite questo elemento architettonico, si crea un legame psicologico-religioso tra il sovrano e l’acqua: entrambi sono la sorgente della vita intorno a cui ruota l’intera civiltà. Il sovrano dona generosamente al proprio popolo l’acqua della vita – e il popolo, l’intera civiltà, il mondo, esiste grazie al sovrano.

Dalla sorgente, l’acqua scorre dentro dei canali, impreziositi da mattonelle colorate, scavati sopra i tetti delle case i quali fungono da elemento termoregolatore per gli interni: di giorno l’acqua permette di abbassare le temperature mentre di notte rilascia il calore accumulato durante il giorno riscaldando l’ambiente domestico. Sappiamo, infatti, che nel deserto l’escursione termina tra il giorno e la notte è notevole.

Lo stile architettonico Gerudo si è evoluto nel tempo: in Ocarina of Time il loro villaggio era costituito da edifici in pietre irregolari mentre in Breath of the Wild essi sono coperti con lo stucco color sabbia; gli altri edifici, più o meno abbandonati, che si possono trovare nel deserto sono stati eretti utilizzando enormi pietre.

La Cittadella Gerudo è circondata da spesse e robuste mura con tre varchi d’ingresso protetti ciascuno da due guardie armate di lancia, a differenza del Villaggio in Ocarina of Time, questi varchi non sono chiusi da alcun cancello a significare sia che in questa Cittadella le Gerudo si sentono più protette sia che la Cittadella è aperta, è disposta ad accogliere visitatori – o meglio, visitatrici. Questi varchi sono grezzamente decorati con mattonelle colorate e con il simbolo Gerudo posto sopra la sommità.

All’interno la città è divisa in sezioni la maggiore delle quali è adibita a piazza del mercato ed è collegata direttamente alla sala del trono tramite una rampa di scale. Oltre alle case private, sono presenti numerose attività commerciali, una scuola d’armi e una scuola per imparare a conquistare i maschi Hylia e Umani.

Gli interni degli edifici presentano pareti del medesimo color sabbia come l’esterno ma gli ambienti sono resi accoglienti e colorati tramite l’utilizzo di stoffe, tappeti, piante e mattonelle colorate incastonate.

Per concludere l’analisi dell’architettura, visitiamo il palazzo reale. Stranamente, in Ocarina of Time manca nella Fortezza Gerudo il palazzo reale, forse perché Duerova e Ganondorf utilizzavano come sede il Santuario dello Spirito. Diversamente, in Breath of the Wild, il palazzo reale si affaccia sulla piazza del mercato.

Benché le pareti siano di pietra grezza, l’interno è più ricercato rispetto a qualsiasi altro edificio presente in città: il soffitto è sostenuto da colonne e architravi. Inoltre, si può notare l’utilizzo di un tipo differente di pietra, più pregiata, nella quale è stato scolpito il trono stesso. Come le case, anche la sala del trono è colorata dai tappeti e dalle stoffe appese alle pareti e al soffitto. Inoltre, la pedana, o potremmo dire l’altare, su cui è posto il trono, è divisa dal resto della stanza da un canale in cui scorre acqua, il quale, ricordiamo, è l’elemento più pregiato in un deserto, mentre non sono presenti oggetti in oro o in altri metalli usualmente considerati preziosi.

Nelle pareti ai lati del trono sono presenti due aperture, quella alla sua sinistra conduce verso il campo di addestramento e quella a destra conduce al cortile in cui si trova la foca delle sabbie personale della matriarca. Le scale conducono alle stanze della matriarca.

In vari luoghi del palazzo sono incise scritte in caratteri Gerudo, che possono essere traslitterate in inglese:

We stand

Vigilant

In the

Desert sun.

We are

Brilliant,

Over

Everyone.

Gerudo

A resilient

Desert flower,

Facing the

Sun’s gaze.

Gerudo grows

Brilliant,

While others

Fade.

Vigilant

In the sun,

Growing

Brilliant.

Gerudo,

Never

outdone.

Attenti

Vigili

Nel Sol del

deserto.

De sovra

splendiamo

in campo

aperto.

Gerudo,

florido

Fior di serto

al guardo del Sol

rivolto.

Gerudo

Risplend’e

sull’altri

si stende.

Vigile

Nel Sole,

fiorisce

fulgente.

Gerudo,

giammai,

s’arrende.

BAZAR

All’esterno della Cittadella si trovano altre costruzioni erette dai Gerudo. La prima che si incontra provenendo da Hyrule è il Bazar Arsur.

Qui si ritrovano mercanti di vari popoli e anche gli uomini possono commerciare direttamente con le Gerudo. Si tratta di una tappa forzata per chi vuole raggiungere la Cittadella Gerudo, nella quale rinfrescarsi dagli effetti del Sole cocente del deserto, infatti taluni viaggiatori sembrano fermarsi qui anche solo per rilassarsi all’ombra delle palme.

L’unica costruzione è una locanda sovrastata da una torretta d’osservazione. Anche qui possiamo notare tappeti e stoffe decorativi come nella Cittadella. Siccome la funzione di questa locanda è prevalentemente di alloggiare per riposare prima di riprendere il viaggio, i letti sono disposti in nicchie larghe sufficientemente per contenere il materasso e il dormiente. Questa disposizione dei letti, in realtà, è pessima dato l’ampio spazio interno della locanda. Occhio a non sbattere la testa al risveglio!

CORSA

Vicino alla Cittadella si trova il punto di partenza della Corsa di foche delle sabbie, diporto tradizionale per le Gerudo che consiste nel fare surf sopra uno scudo mentre si viene trascinati da una foca delle sabbie. Le foche delle sabbie sono animali dall’udito molto sviluppato, pertanto è difficile avvicinarsi, domarle e farsi trascinare dalle foche selvatiche.

La struttura è molto semplici: due pali verticali, leggermente obliqui uniti da altri due pali, anch’essi in legno, curvati. A fianco, quattro vele. Sopra la stoffa c’è scritto START.

GHIACCIAIA

A nord della Cittadella, nascosta da una roccia la cui forma richiama quella di una tartaruga, si trova la ghiacciaia la quale si estende sotto terra, dove la temperatura è minore rispetto all’esterno. L’acceso è gestito da un sistema di leve che permette di sollevare una pesante struttura in legno. La temperatura si mantiene bassa grazie all’acqua che filtra dalla parete e forma all’interno della grotta un laghetto naturale che le mani Gerudo hanno reso quadrangolare.

Il ghiaccio viene tagliato in blocchi che vengono sovrapposti ma separati da un tappeto di paglia o da assi di legno affinché non si uniscano tra loro.

Essa si trova oltre un complesso edificio, forse un santuario, ormai in rovina, disposto in direzione nord-sud, e costruito con enormi blocchi di pietra sovrapposti. I pilastri presentano due tipi di decorazioni: alla base è inciso un motivo “a zig zag”, che richiama dei triangoli, mentre a metà della loro altezza sono incisi dei segni simili ai geroglifici Egizi.

Ma la loro arte non si limita soltanto agli edifici, infatti i Gerudo si distinguono anche per la loro abilità orafa: notate quanto oro è presente nell’abito da sposa di Pauda: composto da una serie di bracciali in oro con incastonati pietre preziose, due grandi orecchini a cerchio, e una sorta di tiara che copre la fronte e tiene legato il velo alla sposa.

Ma l’oro non è indossato esclusivamente nelle occasioni speciali: tutte le Gerudo indossano numerosi monili il più emblematico dei quali è quello che portano sopra le loro fronti, indossato dallo stesso Ganondorf.

Anche le loro armi, dagli scudi alle spade, alle lance e alle scimitarre, sono decisamente molto pregiate non solo per la raffinatezza nella lavorazione e le ricche decorazioni ma anche per i materiali utilizzati: pietre e materiali preziosi tra i quali persino l’oro.

Oro abbondante nella Cittadella a dimostrazione della ricchezza economica di questo popolo.

Le Gerudo sembrano eccellere anche nella scultura: è possibile trovare numerose statue di donne guerriere.

A cominciare dalla sala del trono, è impossibile non notare le due statue di guerriere Gerudo abbigliate con l’armatura dell’epoca, poste a protezione della matriarca e per intimorire chiunque entri nella sala del trono.

Anche nel deserto sono presenti statue di guerriere con corpi aggraziati ma al contempo, in pose che mostrano forza e determinazione, valore e prestanza fisica: il braccio sinistro tiene uno scudo all’altezza del busto mentre il braccio destro è teso in avanti con la mano che impugna una spada.

Molto diverse sono invece le statue delle paladine, non soltanto per le loro dimensioni colossali ma anche per la loro posa statica: uno spadone lungo quanto l’intero corpo è poggiato con la punta a terra e sul manico sono a loro volta poggiate entrambe le mani delle paladine. Vi sono sette statue di queste paladine disposte in cerchio ma ne è presente una ottava, nascosta nell’altopiano e ritenuta leggendaria dalle Gerudo stesse. Quest’ultima si distingue dalle altre sette perché è priva della propria spada ed è stata maggiormente rovinata dalle intemperie. Statue tanto grandi sulla Terra esistono fin dai tempi antichi, si pensi ai Colossi di Ramses II e alle enormi statue di Buddha in Oriente.

Chi siano queste otto paladine non lo sappiamo per certo ma possiamo fare un collegamento con il concetto medievale dei Nove Prodi, definito nel poema del 1312 Vœux du paon (Vò di pa’) di Jacque de Lonuyon. I Nove Prodi rappresentano i valori del perfetto cavaliere, le caratteristiche che dovrebbe possedere ogni uomo d’arme che si rispetti – sono stati divisi in gruppi di tre: gli eroi del tempo pagano – Ettore (Ἕκτωρ), Alessandro Magno e Cesare – i tre buoni giudei, ossia gli eroi dell’Antico Testamento, Giosuè, Davide e Giuda Maccabeo, e i tre Paladini della Cristianità – Re Artù, Carlo Magno e Goffredo di Buglione.

Successivamente ad accompagnare questi Nove Prodi sono state aggiunte altrettante Donne Valorose; inizialmente erano donne guerriere senza identità e nel tempo variamente definite. Per esempio il pittore e incisore tedesco Hans Burgkmair mantiene la tripartizione con le tre valorose donne ebree: Ester, Giuditta e Iaèl; le tre eroine pagane: Lucrezia, Veturia e Virginia; e le tre eroine della cristianità: Sant’Elena, Santa Brigitta e Santa Elisabetta.

Invece ne Le Chevalier Errant, Tommaso III marchese di Saluzzo presenta quali Nove Eroine tutte donne pre-cristiane, gli affreschi delle quali insieme ai Nove Prodi decorano il Castello della Manta, in provincia di Cuneo: esse sono: la ninfa Sinòpe (Σινώπη) che si dimostrò più furba di Zeus e non si fece rubare da lui la verginità; la principessa Deipìle, o Deifìle, (Δηιπύλη) di Argo, moglie di Tideo e madre di Diomede; quattro amazzoni, di cui tre sorelle la regina Ippolita, Pentesiléa e Melanippe figlie di Ares e comparse durante una delle fatiche di Ercole e la guerra di Troia, e la regina Lampeto; la regina assiro-babilonese Semiramide; Tomiri regina dei Messageti che nel sesto secolo avanti Cristo sconfisse il re persiano Ciro II il grande; e Teuta regina degli Ardiei nel terzo secolo avanti Cristo che affrontò Roma durante la prima guerra illirica.

Di queste donne: Semiramide, Lampeto, Pentesilea e Virginia sono presenti nel De mulieribus claris di Giovanni Boccaccio.

È interessante notare che nell’ingresso del nascondiglio del Clan Yiga sono presenti altre otto statue delle paladine anziché sette, e questo può farci ritenere che questo luogo sia stato conquistato dagli Yiga prima che l’ottava paladina fosse, diciamo così, esiliata dalle altre. Nonostante stilisticamente queste otto statue siano differenti dagli otto colossi, è possibile ritenere che rappresentino le medesime paladine. Non siamo in grado di stabilire quali tra questi gruppi di statue siano più antichi; queste otto statue sono meglio conservate perché si trovano all’interno di una grotta, al riparo dagli agenti atmosferici ma sono state scolpite con uno stile molto più semplice e i dettagli sono meno definiti rispetto ai colossi: per esempio potete notare come le mani siano appena accennate, e anche i corpi sono molto squadrati. Sia queste statue sia i colossi presentano un mantello ma ciò che le differenzia è il copricapo: mentre i colossi sembrano indossare una sorta di diadema, queste statue sembrano indossare un copricapo ma, invece, si tratta dei capelli: potete notare quanto sia estremamente somigliante all’acconciatura ancora di moda nella Cittadella, con i capelli raccolti in una coda alta.

Anche qui sono presenti delle scritte incise nella pietra, che possono essere così lette:

Gerudo

There

Is no

Strife

Gerudo

Like

Water

We Flow

With

Life

Gerudo,

non v’è

più

sfida.

Gerudo

come

acqua

fluiam

colla

vita.

Le paladine un tempo erano oggetto di venerazione, infatti l’archeologa Lotein ci rivela che: “Avventurieri da tutto il mondo giungono a quel tempo in cerca del potere eroico” e in più ci svela i poteri di ciascuna di esse: spirito, abilità, resistenza, sapienza, volo, movimento e delicatezza.

Se le paladine possono essere paragonate ai Nove Prodi e alle Nove Eroine medievali, è facile capire cosa cercavano coloro i quali, provenienti da ogni parte del mondo, affrontavano le avversità del deserto appositamente per pregare dinanzi a queste statue. La disposizione a cerchio delle statue, dunque, non sarebbe causale: esse sono disposte tutte equidistanti dal centro ove si posizionava il fedele, sicché egli riceveva pari benedizione da ognuna di esse ed egli era investito da tutte le qualità proprie di ciascuna paladina – divenendo quindi, egli stesso, un perfetto paladino.

Anche in Ocarina of Time i Gerudo hanno scolpito nella roccia una statua colossale: il Colosso del Deserto, di cui abbiamo già trattato in altri video – una statua che potrebbe rappresentare una divinità malvagia, dato che nella versione giapponese del gioco è chiamata “Statua gigantesca della dea malvagia” – la quale potrebbe essere forse la divinità creatrice dei Gerudo o che rappresenta i Gerudo stessi, la personificazione di ciò che i Gerudo sono, oppure una divinità antagonista alla dea Hylia o a lei analoga in quanto protettrice del proprio popolo.

A proposito della divinità che si è incarnata in Zelda, anche nella Cittadella Gerudo è presente una statua che la raffigura ma quivi, a differenza del grande rispetto mostratole dagli Sheikah nel Villaggio Calbarico, i Gerudo non sembrano tenerla in grande considerazione, infatti la si può trovare in una via periferica e nascosta della Cittadella. La Gerudo a fianco a lei dice: “Questa statua della dea è mooolto più vecchia di me. Ormai nessuno ci crede più, quindi l’hanno sbattuta in questo posto dimenticato…”. Basandoci si questo commento, possiamo supporre che forse per un certo periodo le Gerudo abbiano introdotto nel loro pantheon il culto della dea Hylia ma che, al tempo di Breath of the Wild, l’importanza della dea Hylia, quarta per importanza nella religione di Hyrule, ormai non abbia più, o quasi, fedeli tra i Gerudo.

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