Le popolazioni di Hyrule: Goron

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Le popolazioni di Hyrule: Goron

Della stessa serie: Zora e Rito | Goron | Stirpe dell’Ombra | Sheikah | Gerudo | Cronologia |

I Goron, uno tra i popoli più antichi dell’intera saga di Zelda, a differenza della grande varietà evolutiva vista per gli Zora, sono rimasti pressoché fisicamente identici nel corso dell’intera Cronologia.

I Goron sono creature antropomorfe, dotate di un corpo massiccio con gambe tozze rispetto alle braccia. Il loro corpo è di colore marroncino, hanno grandi occhi e un’ampia bocca ma il naso e le orecchie sono delle semplici fessure. Sono per lo più glabri a eccezione della testa sulla quale possono crescere i capelli e, da una certa età, anche la barba e i baffi. Sulla loro schiena sono presenti delle escrescenze dure come la roccia.

La maggior parte dei Goron tende a superare l’altezza di un uomo adulto e alcuni possono raggiungere dimensioni notevoli, come il Piccolo Goron e, soprattutto, il colossale Grande Goron.

La loro alimentazione è composta quasi esclusivamente da rocce, le più deliziose delle quali vengono estratte nella Caverna dei Dodongo in Ocarina of Time, ma come si vede negli Oracle bevono anche lava nelle forme di Succo di Lava o di Zuppa di Lava, e una sorta di bevanda energetica chiamata Goronata.

Non si conosce il modo in cui essi si riproducano ma la presenza dell’ombelico lascia supporre che nascano a seguito di una gravidanza; tuttavia nessun Goron conosciuto presenta caratteristiche fisiche associabili al sesso femminile, per cui non si può essere certi se esista una distinzione sessuale per i Goron (nonostante alcuni posseggano caratteristiche fisiche che negli umani appartengono ai maschi, come la barba e i baffi) e il figlio di Darunia chiama «padre» il proprio genitore. Ma bisogna notare che le Gerudo consentono ai Goron di entrare nella loro Cittadella, nonostante l’accesso sia vietato ai maschi – a meno che questo divieto non sia limitato ai maschi umani e Hylia e non comprenda altre razze, però non si vedono nemmeno esemplari maschi di Rito. I Goron, dunque, potrebbero essere ermafroditi, magari persino ermafroditi sufficienti ossia che sono in grado di autofecondarsi. Al momento, però, ciò rimane un mistero.

I Goron popolano prevalentemente le aree montuose. Ad Hyrule il loro villaggio si trova all’interno del Monte Morte, un vulcano attivo. Hanno stabilito un villaggio anche a Termina, in un’isola del Grande Mare di Phantom Hourglass e nella Nuova Hyrule di Spirit Tracks.

Questo popolo non ha sempre avuto una dimora stabile, per esempio nell’Era del Cielo il Vulcano Oldin è popolato dai Mogna, una tribù di uomini-talpa che vivono sottoterra, e così ancora in Minish Cap sembra che i Goron siano errabondi per la terra, come si può notare dalla loro scarsa presenza nel regno: degli unici Goron che si possono incontrare uno è un mercante errante, gli altri sono impegnati a scavare una grotta e, infine, l’unico Goron che abita su una montagna è il Grande Goron. Può darsi che i Goron si siano trasferiti sul Vulcano Oldin, che sarebbe in seguito stato conosciuto come Monte Morte, in seguito all’estinzione dei Mogma le cui tracce nell’epoca successiva si limita ai Guantoni Talpa.

Come in Skyward Sword, così anche in Wind Waker i Goron sono un popolo nomade che, in seguito al diluvio che ha sommerso Hyrule, ha lasciato l’Isola del Drago per fare i mercanti ambulanti tra le isole del Grande Mare.

Pur abitando in luoghi isolati e custodendo gelosamente le loro antiche tradizioni storiche, i Goron sono per lo più un popolo accogliente composto da individui simpatici ed estroversi; e anche se talvolta possono impiegare del tempo prima di fidarsi degli estranei, se questi ultimi dimostrano di meritare rispetto e amicizia, in seguito a prove di forza, coraggio, intelligenza o abilità, allora vengono accolti dalla comunità Goron e chiamati “fratelli”.

Questo loro carattere estroverso si mostra nella loro secolare passione per il ballo; inoltre grazie alla loro fisicità, sono eccellenti lottatori di sumo. Nonostante la loro notevole forza, posseggono anche dei punti deboli: a causa del loro peso, i loro movimenti sono lenti per cui per spostarsi rapidamente si appallottolano e rotolano – a Termina si svolge anche una gara di velocità tra i Goron rotolanti. Inoltre non sono in grado di nuotare, seppure siano in grado di trattenere il respiro molto a lungo. Essendo abituati a vivere in ambienti caldi, soffrono il freddo. Inoltre, sono il pasto preferito del drago Varubaja.

Per lo più vanno in giro nudi anche se talvolta indossano un perizoma. Non sono avvezzi a indossare monili però decorano i loro corpi con dei tatuaggi, il primo dei quali è – fin da bambini – il loro stemma dalla forma simile alla Pietra Spirituale del Fuoco, il Rubino dei Goron.

A differenza di Zora, Hylia e Gerudo, la loro non è una società monarchica ma è amministrata da un capo aitante e saggio insieme a un gruppo di anziani.

Ocarina of Time

In Ocarina of Time, i Goron risiedono in un villaggio scavato all’interno del Monte Morte dal quale è facilmente raggiungibile la Caverna dei Dodongo nella quale scavano le rocce di cui si nutrono; il Villaggio dei Goron è collegato direttamente sia al cratere del vulcano dal quale si accede al Santuario del Fuoco, sia con il lontano Bosco Perduto.

Il Villaggio consiste in una grotta scavata all’interno della roccia della montagna, strutturato su più livelli con le stanze più importanti collocate nella parte inferiore. Dagli architravi di ciascun ingresso, sono appese delle bandierine triangolari sulle quali sono raffigurati il simbolo dei Goron e la Triforza. Ciò ricorda gli Shime torii, conoscerete tutti i famosi torii giapponesi, ebbene la forma più semplice è composta da due pali verticali per lo più a base quadrata detti hashira, ai quali è legata una shimenawa di cui parleremo meglio più avanti.

All’esterno della stanza del capotribù Darunia, è presente un tappeto sul quale è raffigurato varie volte il simbolo dei Goron, segno che forse i Goron sono abiti tessitori – infatti essi realizzano anche una tunica per resistere alle temperature elevate che vendono agli umani.

Sulle pareti del villaggio sono dipinti in maniera stilizzata dei Goron e un Dodongo sputafuoco come una narrazione di una vicenda della storia del popolo Goron, affinché ci si ricordi degli eventi passati.

Le strutture più vistose sono due: una pedana tenuta sospesa da tre corde, sulla quale un tempo era esposto il Rubino dei Goron, la Pietra Spirituale del Fuoco. E un enorme vado di terracotta sul quale sono raffigurate tre volti Goron ritratti con espressioni diverse: normalità, gioia e rabbia.

All’interno della stanza del capotribù vi sono decorazioni murarie uniche. Nonostante questa stanza sia anch’essa costituita di mera roccia scavata, possiamo trovare due esempi di arte tribale astratta Goron: tali dipinti somigliano a un volto astratto con due grandi occhi circondati da linee che ricordano i tatuaggi Maori, come possiamo vedere in questo autoritratto di Te Pehi Kupe. Queste raffigurazioni osservano chi entra nella stanza e richiamano il volto scolpito nella statua di un Goron dietro la quale si apre il passaggio verso il cratere del Monte Morte.

Anche all’interno del cratere sono presenti alcune strutture artificiali, come una parete verticale ricoperta di appigli, un ponte di legno che conduce all’edificio più importante ivi presente: il Santuario del Fuoco.

Il Santuario del Fuoco si estende in verticale per cinque piani ed è composto da due sezioni dalla forma conica, con le stanze nei piani inferiori più ampie che vanno stringendosi nell’ultimo piano – si ipotizza quindi che il Santuario sia scavato all’interno dei Colli Occhiali.

Entrando nel Santuario siamo accolti da tre statue con la bocca infuocata che somigliano ai tiki del nostro mondo o ad altre sculture totemiche del Pacifico e del Nord America; volti simili si ritrovano anche sulle pareti del Santuario e su blocchi di pietra – scopriremo in un altro video a chi potrebbe appartenere questo volto. Sulla parte frontale del muricciolo che affianca le scale sono incisi dei segni che si ripetono anche altrove nel Santuario i quali, se si guarda con attenzione, rappresentano delle serrature e questo perché questo edificio è una prigione e lo si scopre proseguendo nell’esplorazione e trovando dei Goron reclusi da Varubaja prima che se li mangi.

Il Santuario è costruito principalmente con blocchi di pietra marrone e in alcune stanze sono presenti anche strutture in metallo pesante; in una stanza si trovano persino dei muri di fuoco che si attivano grazie a sensori di prossimità. Mentre nella versione originale per Nintendo 64 il colore dominante è il marrone, nella versione per 3DS l’ambiente è avvolto dal colore rosso: anche le pietre intorno alle porte sono di un vivido arancione. Se notate le pareti, per esempio nella stanza in cui si trova il Martello Megatone, nella nuova versione sono maggiormente decorate con simboli simil-tribali propri dei Goron, anziché essere semplicemente piastrellate; così come anche le decorazioni intorno alla porta che conduce alla stanza di Varubaja. Questi miglioramenti non migliorano la giocabilità ma aggiungono dettagli che impreziosiscono l’ambiente, arricchiscono lo spazio rendendolo anche più gradevole e catturando maggiormente l’occhio del visitatore ed evidenziano le abilità artistiche dei Goron.

Una curiosità in merito a questo Santuario è legata al brano di sottofondo: noi siamo abituati ad ascoltare questo [musica] ma nella prima versione pubblicata del gioco, il brano possedeva un accompagnamento vocale, rimosso perché ricordava un canto simil-arabo. Il tema del Santuario del Fuoco ha una base che somiglia a un cupo sibilo di vento e il ritmo è creato da un tamburello e altri tamburi tipici dei Goron. Anche senza il canto, questa melodia ricorda i movimenti del fuoco; l’atmosfera che crea non è di minaccia ma, piuttosto, primordiale in quanto il fuoco è stato un elemento essenziale per lo sviluppo umano.

Se pensate alle strutture degli altri Santuari, come il complesso Santuario dell’Acqua, ma in generale di tutti gli altri Santuari, da quello della Foresta a quello dell’Ombra e dello Spirito, il Santuario del Fuoco è molto meno elaborato: la struttura disadorna richiama il modo semplice, dei Goron, i quali non si curano dei fronzoli, delle sfaccettature, delle sottigliezze – i Goron sono schietti e diretti: o sei un “fratello” o non lo sei.

Testanevosa

Se nei giochi di The Legend of Zelda le strade per raggiungere i territori dei Goron sono generalmente impegnative, a Termina questa difficoltà si accresce notevolmente e il loro villaggio eretto tra i monti di Testanevosa custodisce una vicenda a cui prenderà parte anche Link.

La porta di Cronopoli che si apre verso Testanevosa presenta un arco composto da mattonelle blu ghiaccio. Il sentiero piastrellato è tempestato di gemme verdi e blu e raggiunge un ponte ormai rotto che però può essere facilmente scavalcato da un Goron che rotola a tutta velocità. Superato un tortuoso sentiero si arriva finalmente al Villaggio Goron, situato in alta montagna e, a differenza del Villaggio che si trova ad Hyrule, non è scavato all’interno della roccia ma è composto da vere e proprie case.

Il Villaggio è costituito da una serie di sentieri che circondano un edificio a pianta circolare con tetti a cupola di colore blu ghiaccio nei quali sono presenti delle finestrelle anch’esse circolari che lo illuminano internamente e dei comignoli di camini che riscaldano l’ambiente interno.

Questo edificio è stato eretto con pietre dalla forma irregolare legate da due corde perimetrali.

All’interno, l’edificio è composto da più livelli e al centro è presente un’ampia stanza sul cui pavimento è possibile notare il medesimo dipinto presente nella stanza del capotribù nel Villaggio ad Hyrule, questa volta circondato da quattro Goron danzanti raffigurati in maniera realistica, non sono stilizzati. Anche qui è presente la statua di un Goron ma ne è presente solo il volto ed è più realistica rispetto a quella presente ad Hyrule.

A fianco del villaggio è presente il Santuario della Vetta Solitaria, una grotta misteriosamente sospesa a cui è possibile accedere superando un percorso visibile solamente tramite la Lente della Verità – la quale si cela all’interno di tale grotta.

Non distante dal villaggio, in una grotta è possibile trovare un mausoleo nel quale è presente la tomba del loro capo Darmani, deceduto mentre tentava di recarsi nel Tempio di Testanevosa dal quale provengono il freddo e la neve che hanno avvolto Testanevosa. La lapide si trova sopra una sorgente d’acqua termale. Il pavimento è verde, il che suggerisce sia coperto di alghe o muschio, ma è anche decorato con dei disegni geometrici e floreali, più curvilinei rispetto alla solita arte Goron. Oltre alla lapide della tomba di Darmani, sono presenti dei coni viola decorati alla base. Le pareti sono decorate con delle linee ondulate e, sotto esse, il simbolo dei Goron simile al loro Rubino. Al centro del soffitto è presente un’apertura dalla quale entra la luce naturale che illumina l’intera camera.

L’ultimo luogo in cui è presente la mano degli artigiani Goron è la pista in cui si corre la gara tra i Goron rotolanti, in terra battuta e composta da dislivelli e rape; è decorata lungo i bordi ed è sovrastata da numerose bandierine.

Nella versione per 3DS sono presenti alcune differenze, a cominciare dal varco di Cronopoli che non è più circondato da mattonelle ma presenta due pilastri decorati. Anche gli edifici nel Villaggio hanno alcuni dettagli differenti: i tetti non sono più blu ma realizzati in pietra e le corde perimetrali sono ora due semplici linee colorate dipinte. Nel cimitero, oltre a essere presente una lapide con una scultura a mezzo busto, anziché solo con la testa di Darmani, l’intera camera è decorate in modo diverso: sulle pareti sono dipinti dei Goron in raccoglimento che mostrano il loro struggimento per la perdita dei propri cari.

Twilight Princess

Dopo un centinaio di anni dagli eventi di Ocarina of Time, in Twilight Princess il Villaggio Goron si è ingrandito e i Goron hanno ampliato soprattutto le loro gallerie e ciò ha permesso loro di espandere e diversificare la loro economia, sia per quanto riguarda la produzione di materie prime, per esempio dal Monte Morte si estrae il salnitro con cui si producono le bome, sia del settore terziario grazie alle sorgenti termali. Parallelamente a quello economico, è avvenuto anche uno sviluppo tecnologico: ora i Goron si aiutano nel lavoro utilizzando macchine a vapore e potenti magneti, come si vede bene all’interno della miniera. Notate quanto si sia sviluppata la loro abilità nella lavorazione dei metalli: enormi portoni di metallo, sostegni per le grotte rinforzati da rivetti e a protezione della miniera questo nuovo modello di Laseros – il tutto decorato con il marchio dei Goron e altri disegni lineari.

All’interno della miniera sono presenti tre stanze particolari, nelle quali risiedono altrettanti Goron anziani. Non si conosce se queste stanze abbiano una funzione rituale ma due dettagli ci fanno supporre che sia così: al loro interno Link non può estrarre la propria spada, inoltre sono tre – numero ricorrente ad Hyrule – e, soprattutto, all’interno di ciascuna di esse è presente una roccia in cui è incastonata una pietra preziosa: è evidente che queste rocce posseggano un valore sacro per i Goron, e ciò lo dimostrano le shimenawa che le avvolgono. Shimenawa significa “corda delimitante” poiché funge da barriera per separare il mondo terreno da quello ultraterreno; all’interno dell’area delimitata potrebbe vivere un’entità divina, un kami; Avrete sicuramente visto in qualche anime giapponese gli alberi avvolti da queste corde: ebbene, quegli alberi sono degli yorishiro, oggetti – per lo più naturali – predisposti ad accogliere uno spirito; una roccia adibita a questa funzione è definita Iwakura.

Altri indizi rinvenuti nelle terre dei Goron, ci fanno intuire che essi non rimangano entro i territori del Monte Morte ma viaggino e abbiano scambi anche con i luoghi più remoti di Hyrule: per esempio, è possibile ritrovare queste rappresentazioni di Goron e umani abbigliati come lottatori di sumo – o sarebbe meglio dire, quasi nudi come i lottatori di sumo – sia nei territori dei Goron sia nella casa di Bod, il sindaco del Villaggio Tauro. Oldin è quindi una regione vivace e cosmopolita, in cui vi sono scambi culturali tra popoli molto differenti tra loro, come umani, Goron e Zora come si può scoprire visitando il Villaggio Calbarico.

Breath of the Wild

In Breath of the Wild la Città dei Goron è una via di mezzo tra il Villaggio di Twilight Princess e quello di Majora’s Mask poiché pur ergendosi anch’esso sul versante di un vulcano, le abitazioni dei Goron non si trovano all’interno di una grotta ma sono degli edifici a sé stanti. Ma, come possiamo vedere, nemmeno in quest’epoca i Goron di Hyrule hanno edificato le proprie case facendo ricorso a un’architettura ispirata agli edifici degli esseri umani come hanno invece fatto i Goron di Termina.

Gli edifici dei Goron in Breath of the Wild sono costituiti da grandi rocce sovrapposte, estratte in loco e grezzamente lavorate. Tutti gli edifici, dalle semplici case ai negozi, sono stati edificati con pietre di color marrone – a eccezione dell’edificio in cui risiede il capotribù, composto da pietre grigie. Le costruzioni sono rinforzate internamente da robuste travi in metallo che sorreggono la volta e le quali sono presenti anche all’ingresso. Si noti come questi ingressi siano decorati, similmente a Ocarina of Time, ma non più con delle bandierine di stoffa, le quali brucerebbero a causa delle elevate temperature bensì con delle piastre in metallo legate insieme. Le decorazioni sono anche di tipo pittorico e il simbolo maggiormente presente è questo doppio cerchio il quale riteniamo rappresenti il vulcano stesso: se la circonferenza esterna rappresenta la base della montagna, la circonferenza interna sarebbe di conseguenza il cratere del vulcano.

La vera abilità manuale dei Goron si evince nell’arte metallurgica: notate questo Battirocce, pur essendo un’arma sbilanciata, poiché la lama è molto più pesante e lunga rispetto al manico, non è meno difficile da usare rispetto ad altre armi a due mani. Inoltre, pur dovendosi rovinare durante l’utilizzo, avendo la sola funzione di distruggere le rocce, è decorato con il simbolo dei Goron e altre linee il che dimostra ricercatezza e una certa raffinatezza di questo popolo.

In onore del loro Campione caduto cento anni prima, i Goron hanno scolpito su una parete della montagna, similmente ai faccioni dei presidenti sul Monte Rushmore, un colossale Daruk in una posa di entusiasmo che abbiamo già visto in passato: è la posa del Grande Goron in Ocarina of Time, entusiasta di potere riprendere a lavorare dopo che gli si consegna il collirio.

Notate la barba, le sopracciglia e i capelli colorati di bianco: non sono stati realizzati con un tipo diverso di roccia ma sono stati pitturati, in modo da rendere più realistica, più viva, la figura di Daruk; così come non era pallide le antiche statue greche e romane.

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