Le popolazioni di Hyrule: Zora e Rito

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Le popolazioni di Hyrule: Zora e Rito

Della stessa serie: Zora e Rito | Goron | Stirpe dell’Ombra | Sheikah | Gerudo | Cronologia |

In questo primo video ci occuperemo delle razze che popolano le acque di laghi, fiumi e mari e della loro evoluzione nel corso dei millenni, dalle ere più antiche alle epoche più recenti. Nel parlare di popolazioni acquatiche viene subito in mente la tribù degli Zora presente in numerosi capitoli della saga di The Legend of Zelda, dal primo titolo fino all’ultimo uscito.

Analizzando la saga secondo la Cronologia ufficiale, nell’Era della Creazione gli Zora non esistono. Tuttavia, in Skyward Sword è presente un’altra specie, più primitiva, di creature marine: i timidi ma curiosi Paraduzi.

Anatomicamente i Paraduzi somigliano agli ippocampi per quanto riguarda la loro testa mentre il loro busto ricorda l’ombrello delle meduse e sotto di esso sono presenti due pinne importanti e una lunga coda grazie alle quali riescono a muoversi velocemente nell’acqua dolce del loro unico habitat: il Lago Floria.

I Paraduzi sono comunemente di colore blu ma il capo della tribù è di colore rosso: si tratta di una femmina di nome Meduzo la quale presenta sulla propria testa una pronunciata corona ossea che funge da chiave per aprire la porta che conduce al cospetto del Dragone dell’Acqua Firone.

I Paraduzi sono stati una tra le cinque tribù della Superficie – insieme a Goron, Kyuri, Mogma e robot – ad avere combattuto al fianco della Dea Hylia nella guerra contro le schiere del Re Demone Mortipher.

Non si hanno notizie di altre creature marine fino all’Era dell’Eroe del Tempo, nella quale compaiono gli Zora.

Gli Zora sono creature antropomorfe ma posseggono alcune caratteristiche che li rendono più simili ai pesci. Difatti, oltre a respirare aria atmosferica, gli Zora possono respirare anche nell’acqua indistintamente sia essa dolce o salata. Sulle braccia, all’altezza dei gomiti, presentano delle pinne e, a differenza delle mani, i loro piedi sono palmati. La parte posteriore della loro testa è allungata e termina con una pinna caudale orizzontale. Questa somiglianza con i pesci è resa più marcata in Breath of the Wild in cui le loro teste ricordano molto di più veri e propri pesci, come gli squali e le razze.

Gli Zora sono creature ovipare e le femmine possono deporre almeno sette uova contemporaneamente. Dopo la deposizione, alle uova occorrono da uno a tre giorni per schiudersi. Le uova sono molto sensibili e i feti al loro interno potrebbero morire nel caso si verificasse un cambiamento di temperatura improvviso nell’acqua in cui si stanno sviluppando. Per questo motivo, all’interno del Laboratorio marino nella Grande Baia di Termina è presente un acquario adibito alla schiusa delle uova Zora nel quale l’acqua è termoregolata.

Fisicamente, gli avannotti Zora sono simili al primo stadio dei girini, o alle “figure di suono”, ossia le note scritte sul pentagramma, per l’esattezza a note da un’ottava: hanno un corpo sferico e sono dotati di una coda con una sola pinna.

Dopodiché, la loro maturazione fisica si verifica piuttosto rapidamente e in maniera simile a quella degli esseri umani: negli anni che per gli umani corrispondono all’età infantile, gli Zora posseggono già un aspetto antropomorfo completo. Dopo un periodo di tempo corrispondente all’età post-adolescenziale umana, la struttura fisica degli Zora rimane pressoché immutata per lunghi decenni.

L’aspettativa di vita degli Zora, infatti, può essere anche di svariati secoli. Ne sono un esempio il re Dorefan e suo figlio Sidon da Breath of the Wild che mostrano un aspetto ancora giovane nonostante abbiano entrambi più di un secolo d’età e, soprattutto, il Re Zora da Oracle of Ages che vive almeno trecento anni.

Nonostante questa loro lunga aspettativa di vita, gli Zora sono comunque creature soggette all’invecchiamento (ne sono un esempio gli Zora anziani da Breath of the Wild e Oracle of Ages) e alla morte.

Si evidenzia, inoltre, il fatto che i sovrani Zora posseggano sovente un corpo molto più imponente rispetto ai comuni Zora, indipendentemente dall’età. In Breath of the Wild questo aspetto è sottolineato dal fatto che Re Dorefan possiede come appendice della testa la coda di un cetaceo.

Per concludere, gli Zora hanno un colorito azzurrognolo che consente loro di mimetizzarsi nell’acqua, ma in Breath of the Wild presentano colorazioni più variegate, oltre al blu anche il verde e persino il rosso.

Il loro regno fa parte del Regno di Hyrule dal termine della guerra civile che sconvolse Hyrule appena prima degli eventi visti in Ocarina of Time. Il loro legame con la Famiglia Reale di Hyrule è così forte da avere ricevuto l’incarico di custodire la Pietra Spirituale dell’Acqua, conosciuta come Zaffiro degli Zora. Ai tempi di Ocarina of Time, lo Zaffiro degli Zora è stato donato a Ruto dalla di lei madre e la principessa avrebbe dovuto donarlo all’uomo che sarebbe diventato suo marito, come una sorta di “anello di fidanzamento”. Per il medesimo scopo, in Breath of the Wild la fanciulla Zora dona all’amato un’armatura realizzata con le proprie scaglie. Tale armatura permette a Link di respirare sott’acqua e in Breath of the Wild anche di risalire le cascate. L’armatura Zora vista in Twilight Princess è stata realizzata dal re Zora, defunto consorte della regina Rutela, appositamente per l’Eroe di Hyrule.

Questi Zora compaiono in Ocarina of Time, Majora’s Mask, Oracle of Ages, The Wind Waker, Twilight Princess e Breath of the Wild e sono alleati con Hyrule ma è presente anche una seconda tribù Zora, una specie differente, che attacca Link in A Link to the Past, Oracle of Ages e Seasons, Link’s Awakening, A Link Between World, Zelda 1, Zelda 2 e Four Swords Adventures. È interessante notare che, a eccezione di Four Swords Adventures, questi Zora compaiono esclusivamente nell’Era dell’Eroe sconfitto, ossia nella linea temporale che sorge a seguito della morte dell’Eroe del Tempo in Ocarina of Time.

In Oracle of Ages, ambientato a Labrynna, questi Zora antagonisti sono conosciuti come “Zora di fiume” mentre gli Zora descritti in precedenza sono chiamati “Zora di mare” – tali definizioni non si ritrovano ad Hyrule perché il regno non dispone, nella maggior parte dei giochi, di uno sbocco sul mare e quindi gli Zora alleati vivono nei fiumi, inoltre in nessun altro gioco le due razze di Zora compaiono insieme.

Abbiamo provato a teorizzare una spiegazione per questa evoluzione mostruosa degli Zora.

Può darsi che, a seguito della sconfitta dell’Eroe del Tempo, un certo numero di Zora abbia tradito l’alleanza con la Famiglia Reale di Hyrule e si sia schierato con Ganondorf vittorioso e che da allora tale fazione si sia evoluta distintamente dagli Zora originari, oppure che questi traditori siano stati o condannati dalle Dee a causa del loro tradimento o maledetti dalla malvagità di Ganondorf, e che ciò ne abbia corrotto l’aspetto esteriore – così come ne Il Silmarillion, gli Orchi sono una progenie degli Elfi corrotta da Melkor. Dopotutto, anche una fazione di Sheikah, i fedeli servitori della Dea, in Breath of the Wild decidono di allearsi con Ganon.

L’assenza degli Zora originari dalla linea temporale dell’Era dell’Eroe sconfitto ci fa supporre che internamente al regno Zora possa essersi svolta una guerra civile, vinta dalla fazione degli Zora antagonisti i quali o hanno decimato gli Zora rimasti fedeli alla Famiglia Reale di Hyrule oppure li hanno costretti a emigrare – fino a Labrynna o ad altre terre sconosciute, infatti persino Jabu-Jabu adesso risiede a Labrynna e non più ad Hyrule. Alcuni tra questi Zora antagonisti tentano di riconciliarsi con Hyrule, ne sono tre esempi il re Zora in A Link to the Past che vende a Link un paio di pinne, lo Zora amichevole in Link’s Awakening e la Regina Oren in A Link Between Worlds la quale è persino uno dei Saggi. Tuttavia, la maggioranza del popolo Zora non vuole tale riconciliazione che nei secoli successivi, non verificandosi, porterà questi Zora a diventare sempre meno ‘umani’ e sempre più mostruosi.

Parallelamente a questa evoluzione mostruosa, in un’altra linea temporale si verifica una nuova evoluzione: nell’Era senza un Eroe gli Zora diventano Falchi, come sono chiamati nella versione italiana di The Wind Waker, o Rito, secondo la terminologia originaria giapponese. Gli Zora si sono evoluti in Falchi dopo che Hyrule è stata sommersa e sigillata sotto al Grande Mare. Sebbene in apparenza sembri insensato che delle creature acquatiche si trasferiscano sulla terraferma – o quello che ne rimane – quando l’acqua diviene l’elemento principale di quel territorio, i motivi di tale trasferimento sono fondamentalmente due: il primo, si deve al fatto che l’acqua di quel mare non è naturale ma è, si potrebbe dire, “eterea”, “magica”, in quanto proviene direttamente dai cieli, è piovuta dal cielo per volere delle Dee; non è un’acqua vitale e in essa riescono a sopravvivere soltanto i mostri e gli Scorfani parlanti [Encyclopedia, p.65]; e siccome è stato detto in precedenza che le uova di Zora sono estremamente sensibili, difficilmente esse sarebbero potute sopravvivere in un’acqua come questa. Il secondo motivo si può ritrovare nel fatto che i territori Zora sono stati sigillati sotto al mare e, quindi, gli Zora non hanno più avuto una casa sott’acqua in cui vivere. Da ciò, deriva il fatto che nonostante siano ancora in un certo modo legati a Nayru (come si può vedere dal simbolo ricamato sull’abito di Famiré), anche se forse solo per tradizione, il loro Spirito protettore non è lo Spirito dell’Acqua Jabun, erede di Jabu-Jabu, ma è lo Spirito del Fuoco Valoo, ed essi non custodiscono più un oggetto spirituale legato a Nayru ma sono i custodi della Perla di Din.

Inoltre, questi Falchi, nonostante posseggano i becchi e il piumaggio come gli uccelli, non sono in grado di volare. Ai Falchi, infatti, le ali crescono soltanto se, a una certa età, e non più tardi, ottengono una scaglia del drago Valoo.

Anche in Breath of the Wild è presente una tribù di imponenti uccelli che porta il medesimo nome Rito ma essi si distinguono notevolmente dai Falchi, o Rito, di Wind Waker.

I Falchi di Wind Waker somigliano a esseri umani con il becco: posseggono delle braccia con mani e dita simili alle nostre che si trasformano in ali quando spiccano il volo. Diversamente, i Rito di Breath of the Wild hanno un aspetto molto più uccellesco e i loro arti superiori sono delle vere e proprie ali, già formate fin da pulcini. A differenza dei comuni uccelli, alla fine delle ali questi Rito posseggono dita prensili le quali sembrano in apparenza delle singole piume ma logicamente non può essere così: le singole piume non possono muoversi non avendo al loro interno muscoli, articolazioni o nervi – è possibile ritrovare un esempio di dita simili nel guardiano dei mari Lugia.

Date queste differenze, è verosimile ritenere che i Rito presenti in Breath of the Wild non siano i medesimi Rito, o Falchi secondo traduzione italiana del gioco, presenti in Wind Waker. Anche perché non sappiamo se Breath of the Wild si collochi nella linea temporale dell’Era senza un Eroe. Tuttavia, siccome sappiamo invece che tra Ocarina of Time e Breath of the Wild intercorrono diecimila anni, mentre tra Ocarina of Time e Wind Waker trascorre poco più di un secolo, i Falchi potrebbero essere un anello di congiunzione, una fase evolutiva intermedia e incompleta tra gli Zora e i Rito.

Benché i Falchi fossero i custodi della Perla di Din, il loro simbolo non era legato a questa divinità poiché il patriarca ne indossa uno squadrato, Famirè il simbolo di Nayru come gli Zora e per terra è rappresentato Valoo. Invece il simbolo dei Rito è molto diverso ma potrebbe essere un’evoluzione del simbolo di Nayru: le due “C” sottostanti potrebbero essersi trasformate nelle ali del simbolo dei Rito.

Padroni dei cieli, i Rito non abitano in una caverna come i Falchi ma su un’alta montagna vicina al canyon sulla quale hanno costruito degli edifici in legno simili a gabbie per uccelli dai quali possono comodamente spiccare il volo.

Un’ultima curiosità riguarda la relazione tra questi Rito e i Falchi: il nome del Colosso Sacro Medo non è dovuto a Mido, il capo dei Kokiri in Ocarina of Time, ma a Famirè la Falchetta Saggio della Terra in Wind Waker il cui nome in giapponese è Medori.

Analizziamo ora gli ambienti in cui risiedono gli Zora.

In Ocarina of Time il Villaggio Zora è semplicemente una grotta scavata dalla forza dell’acqua. Non sono presenti notevoli costruzioni se non nella sala del trono. Qui è possibile trovare sopra la seduta del sovrano, un enorme medaglione in metallo con inciso il simbolo degli Zora tenuto sospeso da una robusta corda. Sono presenti una pedana sulla quale salire per rivolgersi al sovrano e, laddove siede il re, un passaggio forzato per l’acqua che dal bacino in cui vive Jabu-Jabu si riversa nella grotta prima di formare il Fiume Zora e infine si riversa nel Lago Hylia; tale passaggio è una muratura in pietra mentre l’apertura è limitata da una cancellata in metallo con un passaggio al centro.

Anche il lago in cui risiede Jabu-Jabu non presenta grandi costruzioni oltre a un altare circondato da quattro pilastri a base quadrata e decorati; i due pilastri più vicini a Jabu-Jabu sono più bassi rispetto gli altri due ma su tutti e quattro è raffigurata la Pietra Spirituale dell’Acqua, lo Zaffiro degli Zora.

Questi pilastri possono essere trovati identici nel Lago Hylia, quali indicatori della presenza di qualcosa di importante, sebbene non sia a prima vista visibile.

Sul fondo del Lago Hylia è presente il Santuario dell’Acqua. Si tratta di un edificio sommerso che si estende in verticale; il quale, pur non presentando alcuna finestra e con la presenza di poche torce, è bene illuminato e la luce pallida si riflette sull’acqua donando agli interni un’atmosfera inquietante ma al contempo mistica.

Il Santuario dell’Acqua è sicuramente il più riccamente decorato tra i Santuari di Hyrule di quest’epoca: tutte le stanze sono rivestite con pregiate piastrelle blu e la struttura centrale è impreziosita da torce e pannelli in metallo.

Ma la stanza sena dubbio maggiormente decorata, sulle pareti come sul soffitto, è la stanza in cui risiede Morpha.

L’ingresso alla stanza di Morpha è protetta dalla statua di un drago, si tratta di un nāgás – una divinità serpente dell’Induismo raffigurata sovente a protezione dei templi. Ma per gli Zora potrebbe essere la raffigurazione scultorea del dragone Firone.

Un secolo dopo il periodo di Ocarina of Time, lo stile del villaggio è rimasto quasi identico: gli Zora risiedono ancora in un villaggio in una grotta celata oltre una cascata sebbene abbiano cominciato a decorare l’ambiente con delle colonne e hanno dotato il loro sovrano di un trono su cui poggiare le reali chiappe.

Diversamente si presenta il loro villaggio sottomarino a Labrynna composto da edifici sommersi scavati nella roccia e in enormi conchiglie. Lo stile del villaggio ha nel tempo subito modifiche; sono cambiate le conchiglie: al tempo della Regina Ambi erano spiraliformi mentre trecento anni dopo il soffitto è una valva. I lampioni che illuminano il villaggio in passato possedevano una forma affusolata, sostituita in epoca recente da un palo che dà loro un aspetto più moderno ma industriale.

In Majora’s Mask non compare un villaggio ma una sala in cui si svolgono dei concerti il cui palco è composto da una gigantesca conchiglia bivalve.

Completamente all’opposto della spoglia grotta in cui gli Zora risiedevano in Ocarina of Time è il villaggio presente in Breath of the Wild. Un capolavoro di architettura e di scultura Zora.

Si tratta di una struttura circolare sorretta da un colonnato a cui si accede tramite un lungo ponte. L’intero complesso sembra essere stato costituito da cristalli azzurri modellati la cui traslucidità crea degli affascinanti giochi di luce.

Ogni elemento architettonico richiama l’acqua o il mondo marino a cominciare dalle flessuose colonne che sorreggono gli archi sopra il ponte d’accesso.

Come un cerchio nell’acqua, creato da un oggetto che ne ha infranto la superficie, le scalinate e le discese d’acqua che circondano il villaggio svolgono più una funzione decorativa che di pratica utilità.

A dare solidità all’intero edificio ci pensa uno scheletro in metallo il quale funge esso stesso da elemento decorativo.

La sala del trono è la stanza più sopraelevata dell’intera struttura e si trova al di sotto di una scultura a forma di pesce a cui si accede attraverso una scalinata. All’ingresso è possibile notare il simbolo degli Zora, simile a quello di Nayru.

Prima di entrare nella stanza, è possibile scorgere l’imponente trono scolpito nel medesimo cristallo del resto dell’intero villaggio su cui è assiso il sovrano. La sala presenta una volta emisferica ricoperta da mattonelle di cristallo dalla forma simile alle scaglie dei pesci.

Ma è di notte che il villaggio mostra in pieno il proprio fascino: in assenza della luce solare, luci artificiali fanno brillare il cristallo in cui è scolpito il villaggio lasciando senza fiata qualsiasi visitatore.

Infine, nella piazza centrale è stata eretta una statua di cristallo raffigurante la principessa Mipha, deceduta cento anni prima nella lotta contro la Calamità Ganon. Notate la perfezione dei dettagli, la cura con cui è stato scolpito il suo corpo, abbellito da monili quali bracciali e catenine d’acciaio.

Mentre scrivevamo i testi per questa serie di video, abbiamo anche teorizzato che i Rito potrebbero anche essere un’evoluzione degli Eterei, la popolazione nefelogeta che abita la Città Eterea in Twilight Princess alcuni dei cui membri, dopo la visita di Link, potrebbero avere deciso di trasferirsi sulla superficie. Siccome Twilight Princess è ambientato quasi contemporaneamente a Wind Waker, circa un secolo dopo gli eventi di Ocarina of Time, e quindi tra Twilight Princess e Breath of the Wild intercorrono circa diecimila anni, gli Eterei avrebbero avuto il tempo necessario per evolversi tanto drasticamente.

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