ALLA RICERCA DI ZELDA

Non sono mai stata particolarmente interessata ai videogiochi. Nonostante le ore passate a guardare mio fratello giocare col suo Game Gear, spalla contro spalla, su di un letto da una sola piazza, non sono diventata una maga del joystick. Deboli segnali di interesse si sono verificati nel corso degli anni. Diverse furono le volte in cui, facendo il minimo rumore, accendevo la console e provavo ad immergermi in qualche nuova avventura.
Draghi, dei dell’Olimpo, cavalieri dalla scintillante armatura, sono pronta!
Il divertimento, però, durava poco. I pulsanti mi erano estranei, creare quelle combo che, in video, risultavano tanto semplici erano, per le mie inesperte dita, troppo complessi, cosi, passata l’euforia del momento, ritornavo ai miei vecchi passatempi, ovvero libri, film e fumetti. Oltre a quei piccoli interludi video-ludici, la mia esistenza procedeva nella beata ignoranza rispetto a questo nuovo mondo… ma qualcosa stava per cambiare.

Era il 24 aprile quando il mio amico Emanuele mi propose di prendere parte all’evento The legend of Zelda: Treasure HuntNon sapevo di cosa si trattasse, ne tanto mano chi fosse questa Zelda ma, fortunatamente, mi venne in aiuto il magico mondo di internet e scoprii che The legend of Zelda è una serie di videogiochi di genere fantasy distribuiti a partire dal 1986 da Nintendo, che è un misto di azione, avventura e rompicapo e vede come protagonisti il malvagio Ganondorf colui che vuole portare il terrore nella terra di Hyrule prendendo in ostaggio la Principessa Zelda, e Link, l’eroe, sempre pronto a frapporsi alle sue malefatte.

Giunta al luogo d’incontro, la Bicocca di Milano, Emanuele mi informò che quel giorno avrei assistito ad una vera e propria caccia al tesoro… in stile Zelda. Di fronte alla mia espressione smarrita mi disse che, sia per un suo interesse personale, sia in onore del concerto The Legend of Zelda: Symphony of the Goddesses, che da lì a poche ore si sarebbe tenuto al Teatro degli Arcimboldi, aveva deciso di creare un evento nel quale tutti gli appassionati di Zelda avrebbero potuto trovarsi e omaggiare questa comune passione. Inoltre, questa condivisione avrebbe potuto far conoscere la pagina Facebook di cui è amministratore, ovvero Lega Hyrulecon l’intenzione di farla diventare la principale referente di Zelda in Italia.

Così, con l’appoggio della sua fidanzata Gloria, per mesi si è adoperato nella creazione di percorsi, sfide, indovinelli e, con la complicità della libreria Cortina e della parafamacia degli Arcimboldi, (alle quali vanno i più sentiti ringraziamenti poiché si sono prestati al gioco), ha potuto costruire le fondamenta di questo progetto, ma è grazie ai partecipanti che questa caccia al tesoro ha potuto raggiungere la piena realizzazione. Ragazzi e ragazze di diverse età, provenienti da diverse Province, se non addirittura da diverse Regioni, hanno animato quell’assolato venerdì pomeriggio e a loro si sono aggiunti altri ragazzi, venuti principalmente per assistere al concerto ma, incuriositi dall’evento, hanno deciso di partecipare.

Scambiati i primi timidi convenevoli, era pur vero che per molti di loro persino l’organizzatore era un estraneo, si è dato il via alla prima fase del gioco, ovvero la creazione delle squadre. Divisi in tre gruppi, denominati rispettivamente Era del declinoEra dell’eroe vittorioso ed Era senza un’eroe – come i nomi delle tre linee temporali parallele presenti nella cronologia ufficiale dei giochi – muniti del Libro di Mudora (un cifrario per le scritte in lingua Hylia) e spiegate le regole di base, erano pronti per questa nuova avventura metropolitana.
Ragazzi ci siamo, press start and go!

Durante il gioco, oltre a co-presidiare una delle tappe (nello specifico porgevamo un piccolo scrigno, un’infinità di chiavi e dicevamo: ebbene, trovate quella giusta, aprite lo scrigno, trovate il vostro indizio e decifratelo), mi ritrovai a pensare a cosa fosse realmente The legend of Zelda. Che cosa rappresentasse. Come mai questi ragazzi hanno deciso di ritrovarsi alle 15:00, di fronte al Teatro degli Arcimboldi, per prendere parte ad una caccia al tesoro?

Con queste domande in testa tornai alla base.
La prima squadra ad arrivare fu quella dell’Era dell’eroe vittorioso e, dopo le prime esclamazioni di giubilo, per rinfrancarsi dal faticoso pomeriggio proposero: andiamo a farci una birra?
Ma non era ancora finita, infatti per ringraziarli della loro disponibilità Emanuele aveva preparato delle vivande da distribuire una volta terminata la caccia e la stessa Nintendo, venuta a conoscenza di questo evento, si era resa disponibile a mandare dei gadget, quali collane, card e post-it, da regalare ai partecipanti.

Le mie domande però necessitavano di una risposta così, con noncuranza, iniziai a passeggiare tra loro tendendo l’orecchio e, in alcuni casi, buttando lì anche qualche domanda. Nonostante il caldo e l’affaticamento tutti erano entusiasti di questo inusuale pomeriggio: chi si scambiava pareri sul gioco, chi invece, in modo scherzoso, recriminava ai compagni di non essere stato ascoltato durante la risoluzione di uno degli enigmi ed è con queste emozioni, con la nascita di nuove amicizie e con la fremente attesa di poter sentire dal vivo la colonna sonora delle loro innumerevoli avventure, che tornai a casa.

La mia sete di comprensione, però, non si era placata così, oramai caduta in un tunnel zeldoso, iniziai la mia ricerca. Ascoltai le sinfonie, lessi articoli, vidi veri e propri elogi dedicati a questo mondo e infine capii.
«Zelda» non è solo una principessa da salvare. Per citare le parole di Emanuele, Zelda rappresenta un mondo a stretto contatto con la natura, pervaso da una sacra magia e non corrotto dal vivere moderno. Zelda è il lottare per salvare ciò che si ama e sconfiggere il male che vorrebbe distruggere il nostro mondo, e per riuscirci è necessario recuperare un oggetto creato da tre Dee: la Triforza. Un oggetto mistico, nel quale sono racchiuse tre virtù, il Potere, la Saggezza e il Coraggio e queste stesse virtù noi le ricerchiamo ogni giorno, ogni volta che affrontiamo una situazione difficile, ogni volta che iniziamo un progetto o scegliamo qualcosa, facciamo perno sulla nostra tri-forza interiore. Con un libretto di istruzioni, a volte insufficiente, cerchiamo di decifrare quel grande enigma che è la vita, perché Zelda, altro non è che questo, la trasposizione di questa fantastica avventura che è il nostro percorso di vita. Per affrontarla dobbiamo cercare indizi, risolvere indovinelli, parole crociate, facciamo affidamento alla logica o alle regole matematiche e, come quei ragazzi hanno scoperto con l’enigma dell’inchiostro simpatico, a volte la soluzione è proprio sotto i nostri occhi, dobbiamo solo trovare il modo giusto per vederla.

Tra tutte le cose che ho appreso, grazie a questo evento, la più importante è senz’altro lo spirito di fratellanza perché è grazie all’appoggio e alla complicità di compagni d’avventura, di amici, che risolvere questi “rompicapi” diventa più semplice, ed è grazie a loro che possiamo credere in qualcosa di migliore e provare a realizzarlo.
A costo di sembrare banale, davvero l’unità fa la forza e, a pensarci bene, tutti noi siamo alla ricerca di Zelda.

Qui potrete trovare la pagina Facebook Lega Hyrule: facebook.com/LegaHyrule

e qui l’album fotografico dell’evento: facebook.com/pg/LegaHyrule/photos/?tab=album&album_id=1408095942538612

Elena Andrea Brusaferri

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